G7: rallenta la velocità della crisi. Ripresa a fine anno?

By 25 Aprile 2009 Economia

Per la risoluzione della più grossa crisi finanziaria dal secondo dopoguerra ad oggi, nessuno osa parlare di uscita certa dal tunnel, né ipotizzare date precise di un’eventuale ritorno alla normalità. I toni sono di cauta aspettativa e l’accento è posto su inizi di stabilizzazione e non ulteriori peggioramenti dell’economia. Lo stesso Draghi, nella sua veste di presidente del Financial stability board, l’organismo anticrisi voluto dal G7, condivide le affermazioni ma non intende sbilanciarsi sui tempi, affermando seccamente che il suo lavoro consiste “nel fare fatti e non profezie”.
I ministri economici dei paesi del G7, mostrando più ottimismo del Governatore della Banca d’Italia, nel comunicato congiunto affermano invece che i primi risultati positivi dovrebbero essere visibili già entro l’anno in corso.

Nel comunicato viene ancora ribadita l’opposizione alle politiche protezionistiche, a cui avevano già precedentemente cominciato a far ricorso diversi paesi, dicendo no “all’innalzamento di nuove barriere agli investimenti o al commercio di beni e servizi”.
I portavoce annunciano che sono già in fase di realizzazione gli impegni economici assunti al G20 di Londra.
Si parla di 250 miliardi di dollari per finanziare il commercio e di altri 500 miliardi di dollari per aumentare le risorse del Fmi (Fondo monetario internazionale).

Il G7, oltre a lanciare il messaggio di cauto ottimismo, che da alcune settimane è riproposto con sempre maggiore frequenza, tramite il Financial stability board, ha parlato anche di nuove regole di “allarme preventivo” per evitare una riedizione dell’attuale crisi. Queste mirano sia a frenare i superbonus ai manager, ancorandoli ai risultati, sia ad ottenere una maggiore trasparenza dalle istituzioni finanziarie.

L’Italia dovrà preoccuparsi di tenere sotto controllo la situazione del suo gigantesco debito pubblico, che anche in periodi di grande stabilità ha faticato a tenere il passo con le economie europee più dinamiche.

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