Esenzione del bollo sui conti correnti

By 22 Marzo 2012 Economia, Risparmio

Il Decreto Salva Italia promulgato dal Governo Monti, oltre a diverse tassazioni, ha introdotto anche l’esenzione del bollo statale sui conti correnti – sia bancari che postali – che hanno una giacenza media di 5000 euro. Una buona notizia che va ad alleggerire della suddetta imposta i piccoli risparmiatori, che così non vedranno intaccati i loro capitali.

L’imposta di bollo statale è una tassazione indipendente dall’istituto bancario, infatti attualmente viene applicata indistintamente a tutti i conti correnti attivi intestati a persone fisiche. Per le aziende è in atto un’altra tipologia di regime fiscale, senza alcuna differenziazione relativa alla giacenza, e ammonta a 34,20 euro totali annui distribuiti in base alla cadenza dell’estratto conto (ad esempio se l’estratto conto è semestrale la tassa va suddivisa in 2 rate di pari importo, se trimestrale 4 rate e così via).

Le proposte da parte delle banche per quanto riguarda questa tipologia di prodotti sono vaste: Ci sono conti correnti adatti a tutte le esigenze e se la soglia dei 5.000 euro risultasse essere un limite, la scelta alternativa più azzeccata si trova tra i conti deposito.

La scelta di abolire la tassazione sui conti correnti ha uno scopo ben preciso secondo il Governo Monti: ossia quello di alleggerire il peso fiscale a quei soggetti che devono obbligatoriamente procedere all’apertura di un conto corrente a causa dei limiti imposti ai pagamenti in contanti. Per i pagamenti superiori a 1.000 euro, infatti, è ora obbligatoria una transazione tracciabile e documentabile e, quindi, soggetta a tassazione fiscale imponibile.

Passando ai numeri, ben 12 milioni di intestatari di conti correnti potranno evitare l’imposta, per un risparmio complessivo dell’intera nazione pari a 410 milioni di euro. Se, inoltre,  si somma questa manovra con quella precedente (promulgata ad agosto 2011), che prevedeva l’abbassamento dell’aliquota fiscale degli interessi sui conti correnti dal 27% al 20%, aprirne uno diventa oggi non solo una necessità, ma anche un investimento vero e proprio per la gestione dei risparmi o delle spese correnti.

Il conto corrente risulta essere la soluzione adatta per il deposito di piccoli capitali la cui movimentazione deve essere rapida, efficiente e sicura per garantire pagamenti in tempo reale e transazioni certificabili, oltre che metodologia unica per l’erogazione di contributi statali e pensioni di importo superiore ai 500 euro. Nessuno di questi ultimi pagamenti, infatti, potrà essere erogato in futuro in contanti ma solamente attraverso un bonifico o accredito su conto corrente.

Per quanto riguarda i conti correnti relativi alle aziende, invece, la situazione è diversa. Non solo perché l’imposta di bollo viene mantenuta, ma anche perché la stessa subisce un aumento (pari a 26,20 euro, passando così dai 73, 80 del 2011 ai 100 euro previsti per il 2012).

 

Fonte: www.sostariffe.it 

No Comments

  • Lavinia ha detto:

    Quindi se io distribuisco i miei risparmi su più conti, mantenendoli nei limiti dei 5000€ posso evitare di pagare il bollo? E’ già in vigore? Buon lavoro a tutto lo staff di Buone Notizie!

  • Lazza ha detto:

    FINALMENTE i cosiddetti “conti correnti gratuiti” diventeranno tali, e magari ne aprirò uno. 🙂

  • paolo ha detto:

    Se un conto è cointestato rimane la stessa soglia?
    Se è legato a un conto deposito si sommano?
    Le banche sono obbligate ad esentare? senon lo fanno?
    Saluti

  • Lorenzo ha detto:

    Per avere questo sconto pero’ devo cambiare tipologia di conto… O no?

  • Franco ha detto:

    Sul mio estratto conto di gennaio 2013 risulta una imposta di circa lo 0,1% (denominata Capital Gain)a mio nome ed altrettanto a nome di mia moglie cointestataria del medesimo conto. Ci hanno spiegato in banca che il decreto Salva Italia prevederebbe questa ASSURDA clausola (lo 0,1% per ciascuno dei cointestatari, nel mio caso il 0.2% dell’importo totale). E’ mai possibile??!!…
    Grazie e saluti

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