In Italia è boom del turismo sociale e associato

By 1 Giugno 2012 consumi, Economia

A fronte di un decremento generale fatto registrare dal turismo italiano nel 2011, il Turismo sociale e associato (TSA), ossia quello che si avvale dei circuiti di Cral aziendali, parrocchie e organizzazioni religiose, scuole, circoli culturali e sportivi, e Comuni, fa registrare un incremento del 9,6% nel numero di vacanze e del 22,8% nel fatturato. E non è affatto un turismo “povero”: è quanto emerge da una indagine condotta dall’Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) in collaborazione con l’Osservatorio Italiano del Turismo Sociale e Associato e presentata a Viterbo.

Il volume d’affari complessivo stimato dal Turismo sociale e associato (TSA) è stato lo scorso anno di 1,4 miliardi di euro per un numero di 2,3 milioni di vacanze. La spesa media è stata di 584 euro, con una maggiore incidenza per quella effettuata all’estero (circa 930 euro) rispetto a quella effettuata in Italia (circa 420 euro).

All’interno di questo circuito associativo, un ruolo decisivo viene svolto dai giovani tra i 15 e i 24 anni, che per effettuare una vacanza si affidano soprattutto alla scuola, alla quale si accompagna una quota rilevante di adulti tra i 35 e i 44 anni, che utilizza i Cral aziendali.

Il Rapporto rileva, inoltre, che nel 2011 sono state oltre 3.000 le imprese italiane che sono ricorse al circuito del turismo sociale e associato per promuoversi. Nello specifico, tra i canali utilizzati dalle imprese, i Cral si posizionano in prima fila (5,4% sul totale degli operatori e in crescita del +3,6 punti percentuali).

Il Turismo sociale e associato si conferma uno strumento estremamente incisivo per destagionalizzare i flussi turistici. Se, nel complesso, i soggiorni si concentrano in estate (quasi il 40% tra giugno e agosto), nel caso del TSA la stagione viene anticipata con il 13% delle vacanze in aprile (solo il 9,5% in media) e l’11,3% a maggio (solo il 6,5% in media). Di contro, a luglio, il peso delle vacanze si limita al 7,4% (10,9% in media), mentre agosto movimenta una quota del 11,9% rispetto ad una media generale del 17,6%.

Tra i canali di organizzazione delle vacanze, in testa troviamo le scuole (25,4%) e le organizzazioni religiose (20%) che, insieme alle parrocchie (15,7%) rappresentano sempre di più un punto di riferimento per i turisti. In particolare, le vacanze pianificate dalle organizzazioni religiose crescono del +26,4%, mentre quelle attivate dalle parrocchie del +47,4%.

Tra le principali destinazioni, emergono le città e le località di interesse culturale (47,3%) seguite dalle destinazioni balneari (29,3%) e dalla montagna (15,7%). La vacanza organizzata tramite il circuito del TSA, si svolge principalmente sul territorio nazionale con oltre l’1,5 milioni di vacanze pari al 66% dell’intero movimento.

Verso l’Italia, i principali canali di organizzazioni sono rappresentati dalle associazioni culturali (21% dei viaggi) e da quelle religiose (20,4%, seguiti dalle parrocchie (18%) e dalle scuole (15,6%). Per i viaggi all’estero i principali canali sono invece rappresentati dalle scuole (44,7%), seguite dall’organizzazione religiosa (19,2%). Per quanto concerne invece le destinazioni all’estero, la Spagna (13,7%) e il Regno Unito (12,8%) rappresentano quelle più appetibili.

Quanto alla capacità di spesa del turista che si avvale di questo circuito, nel 29,8% ha un reddito mensile compreso fra i 775 e i 1550 euro, nel 29,8% compreso fra 1550 e i 2840 euro e il 23,3% oltre quest’ultima somma, dimostrando una volta di più che non si tratta affatto di un turismo “povero” come spesso, erroneamente, si è portati a credere.

Fonte: www.ansa.it

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