Conti bancari: sono 1,8 milioni quelli intestati ai “nuovi italiani”

di 16 Novembre 2012Economia, Risparmio

Numerosi italiani scelgono i conti bancari per amministrare i propri soldi in tutta sicurezza. Tra le prassi più diffuse c’é quella di aprire un conto corrente per amministrare la propria liquidità. Dal momento che il mercato dispone di un’offerta molto vasta e diversificata, per orientarsi i cittadini devono mirare ad una scelta consapevole tenendo conto delle proprie esigenze personali. In questi casi, per individuare quale banca faccia al caso nostro, possiamo confrontare i migliori conti correnti del momento

Molto spesso una valutazione sull’andamento del mercato del credito può restituirci una panoramica della situazione in cui versa la popolazione. L’inclusione finanziaria dei nuovi cittadini italiani sembra procedere a buon ritmo stando ai dati emersi dall’indagine condotta dall’ Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, circa il 75% delle famiglie, infatti, sarebbe oggi titolare di un conto corrente bancario o postale.

Rivolgendosi a un istituto di credito, da quelli online come CheBanca! a quelli tradizionali come banca San Paolo, oppure a  Poste Italiane, si potrà riscontrare l’ampiezza della proposta di prodotti bancari, pensati su misura per soddisfare le esigenze di diverse tipologie di utenti, anche stranieri. L’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria ha preso in considerazione 21 diverse nazionalità, circa l’88% degli immigrati attualmente residenti in Italia. Dai risultati emersi, è stato riscontrato come  alla fine del 2010 il numero di conti correnti intestati a cittadini migranti presso banche e Poste Italiane sarebbe pari a 1.782.426 unità. Prendendo poi in considerazione la sola popolazione immigrata adulta, regolarmente residente nel nostro paese, è possibile determinare un indice di bancarizzazione pari al 61,2%.

I risultati emersi dall’indagine sono stati presentati nel corso di una conferenza tenutasi lunedì a Roma, durante la quale è intervenuto anche Giovanni Sabatini, direttore generale di Abi. “Il nostro Paese ospita un’immigrazione strutturale e rilevante. Alla luce delle dinamiche demografiche ed economiche, il suo trend di crescita appare evidente: i migranti sono diventati una realtà importante“.

“Quasi 1,8 milioni di conti correnti del nostro sistema finanziario sono intestati ai nuovi italiani. L’evento di oggi – ha proseguito Sabatini – vuole essere un contributo concreto che ci consente di favorire l’individuazione di strategie integrate e la necessaria relazione tra i vari soggetti coinvolti, per generare valore per le persone e per il Paese, in termini economici, culturali e di coesione sociale”.

L’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria ha preso in considerazione 21 diverse nazionalità, circa l’88% degli immigrati attualmente residenti in Italia. Dai risultati emersi, è stato riscontrato come  alla fine del 2010 il numero di conti correnti intestati a cittadini migranti presso banche e Poste Italiane sarebbe pari a 1.782.426 unità. Prendendo poi in considerazione la sola popolazione immigrata adulta, regolarmente residente nel nostro paese, è possibile determinare un indice di bancarizzazione pari al 61,2%.

L’analisi ha poi rivelato come la percentuale di correntisti stranieri si differenzi di regione in regione. Due stranieri su tre, vivono al Settentrione: questo spiega un indice pari al 67%, ben al di sopra della media nazionale; il Centro si attesta invece a quota 53%; più basso invece l’indice al Meridione: solo il 21%. Guardando invece alla nazionalità dei cittadini presi in considerazione abbiamo egiziani con l’83%, tunisini con il 78%, peruviani con il 76% e cinesi con il 73%.

Sul piano delle differenze di genere, l’indagine ha svelato che ci sono più correntisti uomini che donne (71% contro 63%). Queste però mostrano una più elevata capacità di risparmio (37,4% contro 31%), sebbene molto spesso dichiarino un reddito inferiore. Guardando infine alle rimesse, nel 2011, ammontano a 7,4 miliardi di euro quelle in uscita dal nostro paese con un incremento del 12,5% rispetto al 2010, dati di Banca d’Italia.

Il sistema finanziario, quindi, e le banche in particolare, giocano un ruolo fondamentale nel processo di integrazione non solo economica ma anche sociale dei migranti. Importante in questo ambito anche il ruolo dell’Abi, Associazione bancaria italiana, che ricopre un compito di indirizzo per favorire lo sviluppo di offerte che soddisfino le particolari esigenze di questi clienti.

Un altro punto importante da sottolineare è che la maggior parte del risparmio realizzato in Italia attraverso i conti correnti rimane nel nostro Paese: è la dimostrazione che si sta rafforzando il legame tra cittadini stranieri e territorio, proprio grazie alla intermediazione delle imprese bancarie. I motivi che spingono i migranti a non inviare nel paese natio i propri risparmi sono sia legati ad esigenze di integrazione nel nostro Paese (acquisto della casa, educazione dei figli e così via), oppure all’esigenza di far fronte all’attuale crisi economica.

 

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