Obiettivo business: questione di lingue

By 13 Dicembre 2012 Economia, Lavoro

La Corte di giustizia Europea si è recentemente espressa a favore della richiesta, avanzata dall’Italia, di poter presentare progetti alla Commissione Europea in una delle 23 lingue parlate in Europa e non più e non soltanto in inglese, francese o tedesco. 

La Corte giustifica la sua decisione sottolineando come in effetti sia discriminatorio escludere dal vocabolario europeo le lingue che di fatto contribuiscono a creare l’Europa.
Sebbene questo riconoscimento della multiculturalità europea piaccia (e anche tanto), è bene comunque ricordare che la conoscenza delle lingue è un assest fondamentale per chiunque?

Recentemente il giornale britannico Telegraph ha redatto una classifica delle 10 lingue più influenti per il dizionario di un uomo di affari. Nessuna sorpresa: l’inglese è ancora largamente la lingua più diffusa e utilizzata nel mondo (commerciale e non). Per la serie “non è mai troppo tardi”, sempre più professionisti tornano sui libri per poter espandere il proprio business in ambito internazionale. Come spiega corso-di-inglese.net, l’offerta di corsi di lingua è ampissima anche online.

All’inglese, il Telegraph affianca altri idiomi, ognuno dei quali merita attenzione per il crescente ruolo che il paese cui la specifica lingua è parlata assume all’interno dello scaccihere economico internazionale.

Nella top 10 stilata dal giornale britannico, compaiono: tedesco, francese, spagnolo, polacco, mandarino, russo, arabo, cantonese, giapponese portoghese.

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