Conti correnti: informarsi per scegliere il più conveniente

By 12 Febbraio 2013 Economia, lavoro

Il conto corrente è uno strumento di amministrazione delle proprie finanze divenuto ormai indispensabile non solo per chi lavora, ma anche per giovani studenti e pensionati, che grazie ad un conto possono scambiarsi denaro agevolmente con i propri famigliari e tenere traccia di tutti i flussi finanziari in entrata ed in uscita. Per giudicare la convenienza o meno di un conto corrente bisogna considerare tre fattori principali: i servizi offerti, il tasso di interesse netto attivo (se presente) e le spese.

I servizi: sui servizi molto spesso si finisce per generalizzare pensando che un po’ tutti i conti correnti siano uguali, ed invece non è così. C’è una base di prestazioni che è comune a tutte le offerte, ma poi ci sono servizi addizionali come ad esempio la possibilità di utilizzare una carta di credito, che solo alcuni conti correnti offrono gratuitamente.

Il tasso di interesse: anche sui tassi di interesse c’è di che scegliere. Non è vero che gli interessi sono solitamente nulli; certo, un conto corrente non può essere considerato come uno strumento di investimento perché non nasce per “generare nuovo denaro” ma solo per custodirlo.

Le spese: più delicato è il tema delle spese di un conto corrente. Ne esistono di fisse come i bolli, il canone e quelle legate all’utilizzo delle carte di credito, e ci sono poi le spese variabili come i costi per prelievi, depositi e pagamenti. In generale per avere un’idea molto veloce su quelle che sono le spese legate all’accensione e mantenimento di conto corrente è utile leggere l’Indicatore Sintetico di costo, un parametro che definisce in maniera precisa l’entità delle spese di mantenimento di un conto e che è contenuta all’interno dei fogli informativi che la banca è obbligata a fornire ai suoi clienti.

I conti correnti più convenienti: da quanto visto sinora è chiaro che la scelta del conto corrente più conveniente deve considerare tutti i tre fattori sopra elencati (servizi, interessi e spese) che vanno poi bilanciati sulla base delle proprie esigenze. Chi ad esempio prevede di compiere poche operazioni e desidera quindi un prodotto “snello” dovrebbe puntare su un conto a zero spese (e zero interessi). Se invece si dispone mediamente in banca di un buon saldo di denaro, può valere la pena optare per un conto con qualche spesa come Conto Webank, che costa circa 26 euro annui di bolli, ma offre un interesse netto annuo dello 0.85%.

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