Elettrodomestici a basso consumo, costano meno degli altri modelli

Stando alle risultanze di una ricerca condotta negli Usa, non è vero che gli elettrodomestici più efficienti sarebbero venduti a prezzi maggiori.

Chi più spende meno spende, dice il proverbio. Per risparmiare sull’energia e gas, ad esempio, è bene dotarsi di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, che però hanno un costo di mercato più alto dei modelli tradizionali.
Ve sottolineato però che, per incentivare l’acquisto consapevole, nel momento in cui si decide di avvalersi di elettrodomestici di classe elevata dal punto di vista energetico, è possibile usufruire delle detrazioni Irpef per la casa.
Se in Italia – complice anche la crisi – si registrano anche iniziative di Sorgenia e Bosch per ammortizzare la spesa di una lavatrice o un frigorifero in classe A, dall’America arriva uno studio che smentisce la minore convenienza dei modelli meno spreconi.

L’ACEEE (American Council for an Energy-Efficient Economy) e il Dipartimento dell’Energia per gli Usa (DOE) hanno dimostrato che non si verificano significativi incrementi dei costi, ed anzi in alcuni casi questi prodotti vengono venduti a prezzi più contenuti rispetto agli apparecchi tradizionali.
Lo studio ha in particolare messo a confronto i costi previsti da DOE con i prezzi effettivi di nove apparecchi ad alta efficienza energetica, e laddove lo stesso Dipartimento stimava un incremento medio del prezzo di vendita di circa 148 dollari, la variazione effettiva osservata ha sorprendentemente coinciso con una diminuzione del prezzo di vendita vicina ai 12 dollari.

In particolare i costi dei condizionatori d’aria hanno subito un significativo decremento negli ultimi tempi: “Per tutti i prodotti abbiamo riscontrato che l’aumento del prezzo effettivo è stato inferiore all’aumento di prezzo da noi ipotizzato, con delle differenze spesso sostanziali”, hanno dichiarato i ricercatori del DOE. “Se ignoriamo i condizionatori d’aria, che sono diminuiti drasticamente in termini di costi, in media DOE ha sovrastimato gli aumenti del prezzo di vendita da parte dei produttori di un fattore di dieci”.
La discordanza tra le stime realizzate e i prezzi effettivamente osservati si deve al fatto che i produttori (chiamati ad adeguare i propri apparecchi ai nuovi standard energetici) hanno scoperto metodologie a basso costo per effettuare il processo di conversione. Gli stessi ricercatori hanno poi sottolineato che “nell’ambito dei mercati concorrenziali, gli stessi produttori hanno un incentivo a fare meglio di quanto DOE stima al fine di acquisire il massimo vantaggio competitivo”.

Il rapporto evidenzia in ultima istanza anche l’esistenza di un effetto domino, ovvero il processo di diffusione a macchia d’olio di un nuovo tipo di tecnologia che venga sperimentata ed immessa sul mercato da parte di una casa produttrice; le aziende di fatto monitorano costantemente il mercato, e non appena scorgono la presenza di un nuovo tipo di tecnologia tendono immediatamente a rielaborarla per implementarla anche sui propri prodotti.

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