Pagare bollette luce e gas in ritardo, più tutele per i consumatori

By 20 Settembre 2013 consumi, Economia, In evidenza

Con la nuova delibera Aeeg, arrivano nuove tutele per chi paga le bollette luce e gas in ritardo. Consumatori avvisati sulle tempistiche per la sospensione.

Scegliere la giusta offerta per l’energia è importante per le tasche dei consumatori ed anche per ridurre l’impatto ambientale dei consumi per scaldare ed illuminare le nostre case. Per effettuare una scelta quanto più conveniente e consapevole possiamo valutare quali opportunità ci offrono le maggiori compagnie e confrontare le tariffe Eni con quelle di altri operatori del settore come Enel Energia o Acea: in questo modo sarà molto semplice individuare la tariffa più adeguata alle nostre abitudini.

La nuova delibera dell’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) prevede maggiori tutele per i morosi, che accumulano ritardi nel pagamento delle bollette di luce e gas. Aziende come il fornitore di energia elettrica Eni o Enel potranno decidere di sospendere la fornitura della luce e del gas solo dopo aver inoltrato una comunicazione al consumatore.

Però, “i cittadini che risultassero morosi (in forte aumento a causa della crisi e del caro bollette), prima di vedersi sospendere la fornitura dovranno ricevere una raccomandata con la comunicazione di messa in mora, in cui sia evidenziata chiaramente la data precisa del giorno d’emissione della comunicazione di costituzione in mora”. Lo dice Federconsumatori, che in più occasioni ha invitato a effettuare il confronto delle tariffe di energia elettrica.

Nel caso in cui il servizio fosse sospeso senza che sopraggiunga alcuna comunicazione preventiva, però, i clienti potranno chiedere un rimborso pari a 30 euro. Se l’invio avvenisse oltre i tempi previsti, si potrà richiedere un risarcimento di 20 euro.

Nel caso di bollette con consumi o conguagli inconsueti, la società è obbligata a rispondere ai reclami scritti dei consumatori entro un massimo di 40 giorni. Si tratta di un termine che Federconsumatori giudica troppo ampio e che vorrebbe portare a 20 giorni.

Le aziende non possono comunque richiedere al cliente multato di pagare per riottenere la fornitura o per la sospensione della stessa. Federconsumatori invita pertanto i cittadini che riscontrino una violazione a comunicarlo prontamente all’Associazione. Potranno così fare richiesta di eventuali rimborsi.

 

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