Mutui casa: con i tassi dimezzati, risparmio di oltre 100 euro

di 15 Novembre 2013Economia

I benefici derivanti dal taglio della Bce dovrebbero essere più sostanziosi per i mutui casa degli italiani: Adusbef e Federconsumatori vigilano.

Sono in arrivo buone notizie per chi si appresta a confrontare i mutui più convenienti sul mercato con l’intenzione di accendere un finanziamento per l’acquisto della propria abitazione.

Se qualche tempo fa per risparmiare poteva essere una buona idea rivolgersi alle aste immobiliari, per effetto della manovra Bce, si vedrà una diminuzione dei tassi d’interesse applicati ai finanziamenti futuri e in essere.

Gli esperti delle Associazioni Adusbef e Federconsumatori, hanno quantificato il risparmio da 132 euro a 366 euro annui per i mutui casa a tasso variabile e da 156 a 372 euro l’anno per quelli a tasso fisso.

Come riportano le agenzie stampe, la Bce ha apportato un ulteriore taglio rispetto a maggio sui tassi di riferimento (da 0,5 a 0,25%), dai cui di fatto dipende l’onerosità dei mutui.

Il carico dovrebbe, quindi, essere più leggero a beneficio di quanti sono alle prese con il pagamento delle rate mensili del mutuo casa o comunque sono in procinto di richiederne l’accensione nel caso specifico del fisso.

La notizia è stata accolta positivamente dalle Associazioni dei consumatori, in quanto si tratta di un nuovo minimo storico dopo la variazione dello scorso maggio, quando i tassi Bce sui mutui casa erano scesi allo 0,50%.

Affinché si verifichino i benefici attesi, la manovra della Bce dovrà ovviamente essere recepita e messa in pratica dagli istituti nostrani, che sono spesso tacciati di applicare condizioni più sfavorevoli rispetto ai competitors europei (per i mutui casa parametrati al tasso Bce il passaggio sarà automatico, ndr). Basti pensare che i mutuatari italiani pagano un tasso superiore di 162 punti base rispetto ad altri cittadini europei: + 20.400 euro rispetto agli altri paesi per un mutuo di 100 mila euro a 20 anni, secondo i calcoli delle Associazioni dei consumatori.

In particolare, Adusbef e Federconsumatorisostengono che, per un mutuo della durata di 30 anni e d’importo pari a 100 mila euro, i consumatori italiani pagherebbero mediamente 94 euro in più al mese (per un totale di 33.840 euro) rispetto agli altri cittadini europei. A parità di condizioni, l’onere risulterebbe maggiore anche nel caso in cui si consideri una durata più breve dei mutui casa (20 anni, che a conti fatti genera una spesa complessiva di 20.400 euro).

Le ragioni di questo meccanismo sono presto dette: le banche italiane continuano, infatti, ad approfittare del basso livello dell’Euribor per i tassi variabili (stabile da marzo) ed Eurirs per i tassi fissi (in calo) per imporre spread altissimi sui mutui casa.

Ecco perché è importante tenere alta l’attenzione sugli istituti e sul come recepiscono le manovre comunitarie per evitare ritorsioni a danni dei consumatori con mutui casa all’attivo.

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