Meno tasse sul conto corrente, addio all’imposta di bollo

By 5 Gennaio 2014 Economia, risparmio

Aprire un conto corrente è un’azione che prima o poi si è portati a compiere a causa dell’innegabile utilità di questo strumento nella gestione dei propri risparmi. Il modo migliore per individuare la formula più vicina alle proprie esigenze è quello di confrontare i conti correnti più convenienti proposti dalle diverse banche, ma può capitare che permangano alcune remore. Per quanto basse, le spese legate al conto possono fungere da deterrente per le famiglie meno facoltose che quindi si trovano in dubbio su come agire.

Per questi risparmiatori sono però in arrivo buone notizie. Con l’anno nuovo, infatti, si pagheranno meno tasse su tutti gli strumenti finanziari compresi i conti correnti e i conti deposito. Il provvedimento è contenuto nell’emendamento proposto da un deputato del Pd, Marco Causi. La modifica sostanziale riguarderà l’imposta di bollo sul conto corrente. Fino a questo momento, infatti, era previsto il pagamento di un minimo di 34,20 euro sui prodotti finanziari (per giacenze superiori ai 5 mila euro), ma ora questa tassa fissa è stata cancellata e sarà sostituita da un più equo calcolo percentuale.

È una misura che elimina una distorsione regressiva del sistema fiscale italiano – ha dichiarato il promotore dell’emendamento Marco Causi – inoltre abbassa il peso fiscale sulla detenzione di risparmi sul conto titoli di piccolo ammontare. In questo modo si apre la strada alla promozione dell’azionariato popolare e alla partecipazione dei lavoratori alla proprietà delle aziende”.

I conti correnti e deposito sono oggi anche maggiormente tutelati dall’Ue. Ma come funziona il nuovo sistema di tassazione su di essi? La logica applicata sarà quella proporzionale. Se, infatti, fino ad adesso, un investimento di 10 mila euro veniva tassato del 3,42%, mentre un deposito di 100 mila euro solo del 0,2%, ora questo regime fiscale varrà per tutti senza minimo fisso di 34,20 euro. La nuova imposta sulla giacenza, infatti, sarà pari al 2 per mille del deposito sul conto.

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Buone le reazioni dell’opinione pubblica e delle associazioni dei consumatori. Il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, ha commentato: “Siamo grati ai molti deputati che hanno ascoltato la voce dei soci di Banca Etica e delle associazioni dei consumatori che da più di due anni si sono mobilitati per chiedere l’abolizione di quella soglia minima fissata in 34,20 che era particolarmente esosa per i piccoli risparmiatori che vedevano così i loro investimenti erosi da un’imposta regressiva. Ora auspichiamo che questa importante correzione superi anche il vaglio dell’Aula”.

Meno soddisfatto Alberto Foà, presidente di AcomeA, per quanto riguarda la salvaguardia della no tax area: “La no tax area per conti correnti e postali è un vantaggio per le banche nei confronti dell’industria del risparmio. Su tutti gli strumenti finanziari si continua a pagare lo 0,2% per qualunque importo. Cancellando la no tax area forse si poteva anche ridurre l’aliquota. Comunque è un primo passo positivo”.

La direzione presa dal governo per la tassazione sui conti di risparmio, in ogni caso, sembra quella giusta e rispetto al precedente sistema fiscale dovrebbero beneficiarne i piccoli risparmiatori. L’imposta di bollo era stata fissata del decreto Salva Italia del 2011 ed era diventata di fatto una piccola patrimoniale sugli investimenti bancari, senza distinzione fra conti correnti e prodotti finanziari.

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No Comments

  • emanuele ha detto:

    fate schifo ma dove stiamo andando a finire.
    ci avete obbligato a mettere i soldi in banca e ora ci tassate pure i soldi delle nostre fatiche, io mi ammazzo la vita a lavorare dalla mattina fino alla sera per mantenere la mia famiglia e lo stato ci riempie di tasse, ops scusate lo stato riempie le tasche dei politici.
    sto pensando seriamente di andarmene da questo paese non mi sento più un cittadino italiano.
    non possiamo pagare sempre noi degli sbaglia di questi politici corrotti che pensano solo ai loro interessi.

  • Massimo ha detto:

    Ma stiamo scherzando? Con che cazzo di pretese lo stato mette le mani nei nostri conti correnti e ci toglie dei soldi che noi ci siamo sudati.. e per pagare cosa poi? tasse sempre tasse “dovute” (secondo loro) sui soldi che abbiamo in banca! ma di che cazzo stiamo parlando? la banca si tiene i tuoi soldi e tu ogni anno gli dai un tot perchè te li tenga (controsenso assurdo) azzerando gli interessi percepiti! però eh, loro ti danno lo 0,0000001% di interessi eh! che affarone… oggi apro il mio conto dal sito web e scopro che lo stato mi ha RUBATO (si perchè questo io lo reputo un furto, tu stato delle banane sei entrato ILLEGALMENTE nel mio conto e ti sei preso dei soldi miei senza il mio consenso) 34.40 euro pari a ciò che prendo in più di 8 ore sudate di lavoro giustificando l’ammanco con la dicitura “tasse statali sul conto corrente”! ladri di merda.. siamo veramente alla frutta!

  • Patrizia ha detto:

    Concordo pienamente con i commenti di Emanuele e Massimo. Siamo in una dittatura camuffata da democrazia. E’ giunta l’ora di agire concretamente nei confronti di questo Stato Ladrone. Sento che è molto vicino questo momento. I cittadini onesti che si ammazzano di lavoro e pagano tutte le tasse fino all’ultimo centesimo non ce la fanno più, abbiamo preso la libertà . Siamo stufi di essere derubati!!!!!!

  • nicola ha detto:

    Probabilmente chi ha scritto l’articolo non vive in Italia oppure i sui soldi li tiene all’estero, come del resto fanno i nostri politici, infatti l’aumento dell’imposta di bollo del 33% sui conti deposito in vigore dal 1 gennaio del 2014 non sembra interessarlo.
    Probabilmente costui, quando i cittadini che pagano le tasse decideranno che è finalmente l’ora di abbattere questa pseudo democrazia, restera in casa al caldo.

  • vittorio ha detto:

    articolo pessimo, è quasi tutto sbagliato: l’imposta di bollo sul conto corrente era e rimane a 34,20 euro per giacenze medie oltre i 5000 euro, invece per i conti deposito e altri investimenti è aumentata dallo 0,15% allo 0,2% delle somme (prima però il minimo era comunque di 34,20 euro, che si pagava fisso per meno di 22800euro; ora invece sotto tale soglia si paga appunto lo 0,2%, che è si meno–> chi ha scritto questo articolo non ci ha capito nulla, cambiate articolisti che è meglio)

  • enrico andreoni pesaro ha detto:

    monti ha eseguito il compito di fare da semplice esattore per conto di corruzione e intreccio politici/affari/finanza

  • Apache ha detto:

    Ci vuole una RIVOLUZIONE vera .visto ke in Europa comandano i Tedeschi ,usciamo dall’Europa e dall’euro e vedrete ke tutto cambia.Ne ho le p….e piene,e mi vergogno di essere Italiano .

  • Casper ha detto:

    Beh, inutile parlare di rivolte, rivoluzioni, quando arriverà il giorno… ecc ecc ecc.
    Siamo Italiani. Non faremo MAI una rivoluzione, non ci opporremo MAI a nulla. Subiremo SEMPRE e comunque le decisioni di quella manica di ladri e vagabondi che ci governa. Lavoreremo SEMPRE per loro, per il numero di ore e di anni che vorranno loro. E scordatevi che un giorno o l’altro cambierà.
    Potrebbe cambiare solo dopo un fallimento (default) del paese, cosa che non avverrà mai perché loro i conti li sanno fare. Sanno tenerci tutti in bilico e controllano le nostre azioni senza il minimo sforzo, come se stessero guidando Mario sul nintendo!
    Perciò mettiamoci tutti l’anima in pace. Chi ha il coraggio e l’opportunità di andarsene dall’Italia se ne vada, chi non può meglio che si rassegni il prima possibile. Continuerà ad essere sfruttato, tassato e derubato, ma per lo meno non continuerà a farsi quotidianamente del sangue marcio a causa di questo.
    Siamo in un paese senza opportunità, senza prospettive di futuro. Siamo schiavi del potere e tali rimarremo. Lo siamo dal primo giorno in cui veniamo al mondo e smetteremo di esserlo solo dopo morti! Amen!

    • Silvio Malvolti ha detto:

      Ciao Casper, credere che le cose non cambieranno mai è un modo di pensare comune, e probabilmente hai ragione se ti aspetti che il cambiamento arrivi dall’esterno. Ma a proposito di cambiamenti, rispetto alla sfera del denaro, c’è qualcosa che puoi fare tu per te stesso: leggi Padre Ricco, Padre Povero di Robert Kiyosaki e troverai le risposte che nemmeno immagini! Un saluto!

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