Aprire un conto corrente è un’azione che prima o poi si è portati a compiere a causa dell’innegabile utilità di questo strumento nella gestione dei propri risparmi. Il modo migliore per individuare la formula più vicina alle proprie esigenze è quello di confrontare i conti correnti più convenienti proposti dalle diverse banche, ma può capitare che permangano alcune remore. Per quanto basse, le spese legate al conto possono fungere da deterrente per le famiglie meno facoltose che quindi si trovano in dubbio su come agire.

Per questi risparmiatori sono però in arrivo buone notizie. Con l’anno nuovo, infatti, si pagheranno meno tasse su tutti gli strumenti finanziari compresi i conti correnti e i conti deposito. Il provvedimento è contenuto nell’emendamento proposto da un deputato del Pd, Marco Causi. La modifica sostanziale riguarderà l’imposta di bollo sul conto corrente. Fino a questo momento, infatti, era previsto il pagamento di un minimo di 34,20 euro sui prodotti finanziari (per giacenze superiori ai 5 mila euro), ma ora questa tassa fissa è stata cancellata e sarà sostituita da un più equo calcolo percentuale.

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È una misura che elimina una distorsione regressiva del sistema fiscale italiano – ha dichiarato il promotore dell’emendamento Marco Causi – inoltre abbassa il peso fiscale sulla detenzione di risparmi sul conto titoli di piccolo ammontare. In questo modo si apre la strada alla promozione dell’azionariato popolare e alla partecipazione dei lavoratori alla proprietà delle aziende”.

I conti correnti e deposito sono oggi anche maggiormente tutelati dall’Ue. Ma come funziona il nuovo sistema di tassazione su di essi? La logica applicata sarà quella proporzionale. Se, infatti, fino ad adesso, un investimento di 10 mila euro veniva tassato del 3,42%, mentre un deposito di 100 mila euro solo del 0,2%, ora questo regime fiscale varrà per tutti senza minimo fisso di 34,20 euro. La nuova imposta sulla giacenza, infatti, sarà pari al 2 per mille del deposito sul conto.

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Buone le reazioni dell’opinione pubblica e delle associazioni dei consumatori. Il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, ha commentato: “Siamo grati ai molti deputati che hanno ascoltato la voce dei soci di Banca Etica e delle associazioni dei consumatori che da più di due anni si sono mobilitati per chiedere l’abolizione di quella soglia minima fissata in 34,20 che era particolarmente esosa per i piccoli risparmiatori che vedevano così i loro investimenti erosi da un’imposta regressiva. Ora auspichiamo che questa importante correzione superi anche il vaglio dell’Aula”.

Meno soddisfatto Alberto Foà, presidente di AcomeA, per quanto riguarda la salvaguardia della no tax area: “La no tax area per conti correnti e postali è un vantaggio per le banche nei confronti dell’industria del risparmio. Su tutti gli strumenti finanziari si continua a pagare lo 0,2% per qualunque importo. Cancellando la no tax area forse si poteva anche ridurre l’aliquota. Comunque è un primo passo positivo”.

La direzione presa dal governo per la tassazione sui conti di risparmio, in ogni caso, sembra quella giusta e rispetto al precedente sistema fiscale dovrebbero beneficiarne i piccoli risparmiatori. L’imposta di bollo era stata fissata del decreto Salva Italia del 2011 ed era diventata di fatto una piccola patrimoniale sugli investimenti bancari, senza distinzione fra conti correnti e prodotti finanziari.

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