Un anno per combattere lo spreco alimentare

Non sono bastati i buoni propositi e le ristrettezze economiche per fermare le tanto temute abbuffate natalizie, foriere non solo e non tanto di inevitabili chili in eccesso, ma anche e sopratutto di inutile spreco alimentare.
E di fatti, è stato calcolato che per l’anno 2013 440mila tonnellate di cibo sono finite nella spazzatura solo fra Natale e Capodanno.
In questo scenario piuttosto desolante però c’è una buona notizia e ad evidenziarla è un’analisi della Coldiretti/Swg, secondo cui, nel periodo natalizio, nel 34 per cento dei casi i consumatori hanno optato per una spesa più oculata, riducendo così gli sprechi sulla tavola. Anche il Rapporto 2013 di WASTE WATCHER sullo spreco Domestico fornisce dati incoraggianti a riguardo: il rapporto parla di un aumento di consapevolezza e di sensibilità da parte del consumatore ultimo in materia di sprechi. E così vediamo che il 90% degli italiani considera grave sprecare cibo, il 78% si dichiara preoccupato da questo problema, e l’89% vorrebbe ricevere maggiore informazione sulle conseguenze dello spreco e sui sistemi utili a ridurlo.
La notizia può suscitare un certo entusiasmo in quanto denota un primo passo verso la volontà collettiva di realizzare il tanto atteso Programma nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari, avviato lo scorso ottobre dal ministro Orlando e che si sostanzierà nel 2014 a partire dal 5 febbraio prossimo,(Giornata nazionale contro lo spreco alimentare) data per la quale sono stati convocati a Roma gli Stati generali di prevenzione dello spreco in Italia.
Anche questa è una buona notizia. Le istituzioni finalmente prendono atto del problema che, come sostiene Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market, spin off dell’Unversità di Bologna, è uno “scandalo silenzioso” che non possiamo più permetterci di perpetrare.
E se ne sono accorti anche dal mondo dell’entertainment televisivo, che da qualche anno a questa parte punta molto sul cibo quale grande protagonista della scena tv internazionale. Esemplare in questo senso è l’iniziativa congiunta lanciata da Last Minute Market e Masterchef Italia, celebre e popolarissimo cooking show, grazie alla quale (collaborazione) il cibo avanzato nelle prove non finirà in pattumiera ma verrà recuperato e ridistribuito gratuitamente dalla fondazione Banco Alimentare Lombardia, ad associazioni ed enti caritativi.
Insomma, evitare gli sprechi si può (e si deve). Già da oggi.
Sono infatti molte le strade che si possono percorrere per combatterli, a tutti i livelli.
Iniziamo dalla cucina di casa. Tra le più originali iniziative c’è sicuramente il blog Ecocucina, Laboratorio di ricette per una cucina a costo e impatto (quasi) zero di Lisa Casali, simpatica autrice di singolari pubblicazioni su come combattere gli sprechi nel quotidiano. Casali è una fucina di idee su metodi che non solo riutizzano avanzi cucinati, ma anche quelle parti di prodotto (frutta, verdura principlamente) che siamo abituati a buttare ancor prima di metterci ai fornelli.
Non si contano i siti e i blog di chef esperti o amatoriali che volentieri mettono a disposizione le proprie conoscenze, dando suggerimenti su come preparare succulenti pasti partendo invece dai tradizionali avanzi della sera prima. Sandra Giuliano, food blogger stila una classifica degna di nota sui migliori siti di cucina. Interessante anche per il fatto che tutti quelli segnalati dedicano ampie sezioni a gustose ricette cucinate con avanzi. Da visitare.
E se è vero che il consumatore finale sensibilizzato e attento può influenzare – alla fine – i comportamenti degli altri attori coinvolti nella filiera alimentare (dai coltivatori, ai grandi e piccoli distributori) è pur vero che anche questi soggetti sono chiamati all’ azione contro ogni forma di spreco. Prendiamo ad esempio i supermercati. Sono ancora troppo pochi quelli che -a parte promozioni dei prodotti in scadenza- si adoperano realmente contro gli sprechi. Un’interesante iniziativa la promuove Coop, che con il sito/blog coopnonspreca.it procede sulla strada della trasparenza promuovendo approcci sostenibili nelle scelte quotidiane, offrendo ricette e consigli ma anche campagne per conoscere l’origine e la derivazione dei cibi.
Snmpre nella direzione di atteggiamenti antispreco e proricilo muove l’iniziativa lanciata da due studentesse siciliane residenti a Milano. I loro nomi sono Adriana Santanocito e Enrica Arena, due giovani donne intenzionate a cambiare il mondo -perchè no- partendo dalla loro terra. Nasce da questa volontà e dalla singolare combinazione di tutela e valorizzazione delle eccellenze siciliani, lotta allo spreco e utilizzo tecnologico dei materiali, la loro idea di riutilizzare gli scarti delle arance per creare un tessuto capace di rilasciare vitamine sulla pelle quando indossato, ovvero Orangefiber, rivoluzionario progetto di cui sentiremo parlare in questo 2014 appena iniziato, anno europeo contro lo spreco alimentare.

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