Progetto di legge su pagamento con carta di credito: meno tasse in vista?

By 24 Marzo 2014 Economia, Risparmio

Se abbiamo sempre sognato di girare con portafogli leggeri e allo stesso tempo con la consapevolezza di averli pieni, significa che abbiamo sperato in un utilizzo massiccio delle carte di pagamento: siano essi prodotti di American Express e di altri giganti del settore, poco importa. Grazie alla straordinaria varietà di prodotti offerti dalle banche, poi, trovare la soluzione di pagamento su misura per sè richiederà soltanto pochi minuti. Servendosi del web sarà infatti possibile mettere i prodotti American Express a confronto con quelli Visa, Mastercard, ecc., così da poter poi compiere una scelta consapevole ed oculata.

La notevole diffusione delle carte di credito è andata di pari passo anche con lo sviluppo dell’e-commerce, ovvero la possibilità di effettuare acquisti online. Sebbene all’inizio ci fosse una certa reticenza da parte degli Italiani ad effettuare transazioni online, il fatto che, come spiega questo articolo, esse siano diventate sempre più sicure ha permesso a molti di superare la diffidenza iniziale.

Strisciare la carta di credito o il bancomat per acquistare anche solo un litro di latte senza pagare commissioni esagerate forse sarà finalmente possibile tra pochi anni. Infatti si parla di una rivoluzione in Italia, Paese ancora affezionato alla moneta sonante, che presenta tuttavia rischi maggiori rispetto all’invisibile ma equivalente moneta elettronica: trovare una carta prepagata conveniente, ma anche una tradizionale carta a saldo, consente prima di tutto di tutelarci dal rischio di furti quando siamo in viaggio, o sui mezzi, eventi da cui non è certo possibile recuperare il contante andato perso.

Con il decreto Milleproroghe probabilmente la percentuale di chi utilizzerà il contante per transazioni quotidiane scenderà dall’attuale 80% (dati Bankitalia), magari andando a ridurre anche l’entità della spesa media minima per cui l’italiano tira fuori la carta di credito (140 euro secondo Doxa).
Questo perché il termine fissato dal decreto al 30 giugno 2014 porterà artigiani e commercianti a dotarsi di Pos per accettare pagamenti anche in moneta digitale, ma non basta. Il Governo si orienta anche a orizzonti sempre più ambiziosi, volendo fissare per il 2017 e il 2018 soglie progressivamente sempre più basse per quanto riguarda il prelievo di contanti allo sportello da parte dei consumatori.

Il progetto di legge sull’e-payment su cui si sono trovati d’accordo 15 deputati infatti ha pensato di limitare a 5mila euro al mese la quantità di denaro che è possibile prelevare fino al 2017, per poi passare a un limite di 3mila euro mensili nel 2018.

Sempre allo sportello, dal 2016, secondo il progetto di legge, non sarà possibile ottenere tagli superiori ai 20 euro, fermandoci al blu sulla scala cromatica della nostra moneta europea.

Non contenti, diminuirà anche il limite istituito nel dicembre 2011 sulle cifre in contanti con cui si può pagare un bene o un servizio: dai precedenti mille euro si passerà ai 500 euro. Ne godrà lo Stato e i contribuenti oppressi dalle false dichiarazioni dei redditi dei più furbi, che in questo modo avranno possibilità assai limitate di dire bugie davanti all’annuale dichiarazione delle proprie spese.

Tuttavia, bisogna dire che per dedicarsi a progetti tanto buoni quanto ambiziosi, sarà necessario abbassare le tanto odiate commissioni, che di certo impediscono l’uso di una carta per fare una spesa quotidiana che non supera i 50 euro. Una misura che sembra fare la parte della grande assente nel progetto di legge: come infatti dichiara l’avvocato esperto di digitale Guido Scorza, infatti, non basta l’ambizioso progetto di finanziare con fondi consistenti anche l’implementazione di servizi per pagamento contactless (per cui sono previsti investimenti statali per 20 milioni di euro nel 2017 e per 10 milioni ogni anno nel 2018 e nel 2019).

È vero, come sostiene Scorza, che “rispetto alle leggi attualmente in vigore si notano una serie di scadenze molto serrate, il coinvolgimento diretto della pubblica amministrazione e un sistema sanzionatorio che potrebbe rendere le regole idealmente più efficaci”, tuttavia non si presenta alcun accenno concreto alla riduzione sostanziale delle commissioni.

Va quindi affrontato questo problema, “altrimenti saranno soprattutto i fornitori di pagamenti (Visa, Mastercard, ecc) e le banche a guadagnarci” come conclude Scorza. Il deputato Sel Sergio Boccadutri – in attesa che la Camera decida di portare il progetto di legge firmato anche da lui in Commissione Finanza o in Commissione Bilancio – ci parla di un dialogo già fitto sul tema in sede europea.

Infatti da qualche tempo il Parlamento europeo discute sulla possibilità di ridurre le commissione sulle carte di debito e su bancomat, fino a raggiungere uno 0,2% e di portare allo 0,3% le commissioni delle transazioni con carte di credito: un’ottima prospettiva per l’Italia, dove la soglia delle tasse applicate per acquisti con bancomat e carte di credito sta rispettivamente a 2% e 4%.

A breve in Italia forse avremo maggiori notizie anche sulla novità Bitcoin, una realtà da regolamentare e che prevede l’uso di piattaforme di scambio online per questo speciale tipo di moneta elettronica. Certo con la massima cautela, in seguito al fallimento di portata mondiale della piattaforma giapponese MtGox, che ha causato perdite per centinaia di milioni di dollari.

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