Dall'assistenza legale ai risarcimenti: novità dall'UE per la tutela dei consumatori

Tra meno di due mesi, dal 21 al 25 maggio, più di 800.000 cittadini europei saranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. All’Italia spetterà l’elezione di 72 tra deputati e deputate. Ogni elettore, in base alla circoscrizione geografica di residenza (Nord est, Nord ovest, Centro, Sud, Isole) riceverà una scheda di colore diverso, sulla quale segnerà il simbolo del partito prescelto e fino a tre diverse preferenze di candidatura.

Accantonati per un momento i sentimenti euroscettici che stanno diffondendosi in Italia, rimane il fatto che, ad oggi, tutte le decisioni prese a livello europeo influenzano grandemente e sostanzialmente la nostra vita quotidiana. Questo perché le direttive, i regolamenti e le decisioni europee -almeno per quanto riguarda gli obiettivi- hanno potere vincolante, ovvero la loro attuazione ha diretta efficacia nell’ordinamento interno. Un esempio molto recente in questo senso è rappresentato dalla direttiva 2011/83/EC sui diritti dei consumatori che entrerà in vigore il 13 giugno prossimo in tutti gli Stati membri dell’Unione.

La politica dei consumatori è un elemento importante  per la crescita economica. Rafforzare e rendere consapevoli i consumatori dei loro diritti ha un impatto positivo sull’incremento dei consumi.  Tante le novità introdotte dalla direttiva, già ratificata in Italia. Vediamole insieme.

Trasparenza e parità nella definizione del prezzo. La direttiva parla chiaro: sia che l’acquirente sia un cittadino dello Stato in cui avviene la compravendita sia che egli sia un turista in viaggio, il prezzo NON deve cambiare. A tutelare i consumatori (spesso stranieri) contro i “furbetti del quartiere” la Commissione europea mette a disposizione un sito dove, Paese per Paese è possibile ricevere la necessaria assistenza legale e risarcitoria in caso di reclami insoluti, quelli ovvero per i quali già si sia tentato di contattare l’azienda o l’esercente responsabile del misfatto, senza tuttavia ottenere una risposta.

Proroga del termine per cambiare la merce: previsto anche il perfezionamento del diritto al rimborso e al recesso del consumatore da un contratto di acquisto, che passa dagli attuali 7 giorni a 14. E, nel caso in cui  il consumatore non sia stato informato in merito ai suoi diritti di recesso, i termini vengono estesi dagli attuali 60 a 90 giorni.

Acquisti online: anche internet viene sensibilmente toccato dalla normativa. Sia quando si tratti di tutelare un consumatore che decide di acquistare online sia che si tratti di tutela dei dati sensibili legati alla privacy degli internauti comunitari.

Tutela del consumatore online: la nuova direttiva comunitaria, esplicitamente, vieta l’applicazione di qualsiasi supplementi in caso di uso delle carte di credito nell’acquisto online, ricordando che, se al momento dell’addebito di un acquisto avvenuto online, l’importo prelevato dovesse essere superiore a quanto dichiarato sul sito all’atto del completamento della transazione, è nostro diritto (e chiaro dovere) segnalare il problema sia all’impresa in questione che alle autorità dello Stato in cui ha sede l’impresa. Ma la legge comunitaria non si limita a disciplinare la spinosa questione degli acquisti online e cerca di tutelare gli internatui dalle trappole online, ovvero dalle offerte ingannevoli, delle quali, oltre a presentare una lista nera delle più comuni (a titolo informativo), presenta anche la lista di uffici e istituzioni a livello anche nazionale responsabili di dirimere le questioni (dalle più semplici alle più complesse).
All’interno di una sezione de sito della Commissione europea è comunque possibile scorrere, caso per caso, la casistica dei reati e le azioni consigliate che il consumatore è tenuto a intraprendere per ottenere una tutela a livello europeo.

 

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