Più home banking e meno sportelli: via alla rivoluzione delle banche

Buone notizie per i risparmiatori italiani: il 2014 è l’anno dell’home banking. Le banche, infatti, stanno pensando di chiudere migliaia di sportelli sul territorio per investire sui servizi online.
Per tutti coloro che scelgono di confrontare i prodotti Ing Direct, Hello Bank!, Fineco o di altri istituti, per individuare il conto corrente più vicino alle proprie esigenze, è quindi possibile mirare ad un risparmio significativo sui costi di gestione o sul canone annuo. Sul mercato, inoltre, ci sono ormai moltissimi conti a zero spese che permettono di tagliare completamente i costi ed avere anche una carta di credito e bancomat inclusa nell’offerta.

Secondo i dati della Banca d’Italia dal 2007 ad oggi hanno circa 800 sportelli bancari che sono quindi passati da una presenza sul territorio di circa 32.800 unità a circa 31.900. L’analisi riguarda oltre 600 banche fra spa, popolari e banche di credito cooperativo: il tasso più alto di chiusure si è registrato nelle grandi città, come era facile intuire, mentre nei centri minori o rurali la resistenza dei “vecchi” sportelli è più forte, visto l’alto numero di clienti anziani o comunque non “nativi digitali”. Comunque sia anche in questi casi le banche hanno ridotto spazi e personale impiegato.

In ogni caso la tendenza per il futuro è segnata: si punta fortemente sui servizi di home banking e sui conti correnti online e si tagliano gli sportelli bancari. Quei pochi rimasti sul territorio si dedicheranno prevalentemente a “customer care” e a consulenze per la richiesta di mutui o prestiti.

I clienti per le operazioni giornaliere come bonifici, estratto conto o pagamento bollette – spiega un banchiere intervistato dal Sole24Ore – non sono più disposti a fare file e operano da casa o dall’ufficio con pc e smartphone o anche dall’Atm, ma per accendere un mutuo o realizzare operazioni complesse o percepite tali vogliono ancora parlare con qualcuno”.

Via alla spending review, quindi, sia per le banche che per i risparmiatori. Avere uno sportello fisico per aprire un conto corrente non ha più senso ed è solo uno spreco di soldi e tempo. Oggi su internet ci vogliono pochi minuti per attivare un conto corrente online e tutte le operazioni bancarie si possono fare da casa o in mobilità con smartphone e tablet. Come detto, poi, con questi prodotti si avrà un consistente risparmio e quindi perché pagare di più?

È quello che pensano ormai anche le banche stesse che chiudono gli sportelli. Nei prossimi anni solo i grandi istituti di credito prevedono tagli per circa 1.500 posizioni. Intesa Sanpaolo, ad esempio, pensa di tagliare circa 800 sportelli entro il 2017: così le filiali passeranno da 4.100 a 3.300, mentre nel 2007 erano 6.100. UniCredit, invece, taglierà circa 500 sportelli sugli attuali 4.100, mentre Mps prevede un calo di 200 posizioni dalle 2.300 attuali.

Quelle che una volta erano banche, quindi, diventeranno negozi ed esercizi commerciali di vario genere. L’unico problema di questa “rivoluzione” sono i costi di “riconversione”. Per aprire un negozio dove prima c’era uno sportello bancario, infatti, serve togliere ad esempio i vetri blindati e solo questa operazione costa migliaia di euro così come rimuovere il caveau. Poi c’è tutta la trafila di rescissione dei contratti di affitto che sicuramente porterà questo cambiamento il là nel tempo.

In ogni caso la tendenza sembra ormai incontrovertibile e tutti i risparmiatori dovranno cominciare a prendere confidenza con bonifici online, estratto conto in pdf, password, codici e sms alert. Voi siete pronti alla rivoluzione?

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2 Comments

  • marzia de carli ha detto:

    chiudono gli sportelli… è una buona notizia?
    se mio marito rimane disoccupato la spesa la fate voi???

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