Alternative low cost per chi ha l’obbligo del POS

By 1 Agosto 2014 Economia, risparmio

La diffusione sempre più ampia dei pagamenti elettronici ha portato conseguenze diverse all’interno della nostra società. Sono ormai tantissimi gli italiani che puntano a scegliere le carte di credito più vantaggiose in modo da vedere agevolate molte attività quotidiane e, in risposta a questo trend, si sono mosse anche le istituzioni, intenzionate ad incentivare l’uso della moneta elettronica.

Il decreto legislativo che ha introdotto l’obbligo del Pos  ha l’obiettivo di ridurre l’evasione fiscale, anche se questo costerà 5 miliardi di euro all’anno alle Pmi, che già si barcamenano tra la possibilità di prestiti e di accesso ai fondi. Non è il caso di abbattersi però: nonostante la situazione non sia del tutto favorevole, la buona notizia è che, accanto alle soluzioni proposte dagli istituti di credito, esistono anche numerose alternative che consentiranno agli utenti di risparmiare.

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Le proposte alternative a quelle dei circuiti bancari (e postale) prevedono un costo di attivazione, prelevato una sola volta, ma sono libere da canoni e commissioni minime, benché rimanga la commissione su ogni transazione compiuta. Contrariamente ai POS offerti dalle banche, i soldi non vanno sul conto corrente, ma transitano per una società esterna.

In Italia è possibile utilizzare diverse soluzioni di questo tipo, tra cui citiamo Wallet-ABILE che si può usare grazie ad un’applicazione per dispositivi iOS e Android, i quali divengono i mezzi di trasmissione della transazione. Il costo è pari a 84 euro, comprensivi di IVA, e non sono previsti altri costi se non le commissioni sulle transazioni che oscillano tra l’1% per le carte di debito e il 2,75% per le carte di credito e quelle di debito internazionali. Una soluzione analoga supportata dai dispositivi Windows è l’italiana Jusp: questa ha un costo IVA inclusa di 47,50 euro e applica una commissione del 2,5% sulle transazioni per qualsiasi tipo di carta utilizzata. L’accredito sul conto corrente avviene entro 48 ore. In modo simile funziona anche Payleven che costa 96 euro e applica commissioni del 2,75%. Il denaro viene accreditato sul conto corrente entro 5 giorni. Un’alternativa recentissima è costituita dalla nuova versione di SumUp: questa è disponibile per iOS e Android, ha un costo di 79 euro, preleva l’1,95% su ogni transazione e gli accrediti avvengono in pochi giorni. Chiudiamo questa rapida carrellata con Solo: questo non prevede l’utilizzo di alcun sostegno e le transazioni avvengono esclusivamente attraverso il dispositivo mobile. Il cliente riceve un link, via mail o via sms, tramite QR Code o Nfc, attraverso il quale può portare a compimento il processo di pagamento. Solo prevede una commissione del 2,5%, oltre al costo di 18 centesimi per ogni transazione.

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Molti, a questo punto, si staranno ponendo il problema della ricevuta: alcuni dei POS citati (come Wallet-ABILE) consentono di scaricare la ricevuta direttamente dal web, mentre altri la inviano tramite mail. Affrontando un costo supplementare è possibile inoltre associare i dispositivi a una stampante in modo da emettere la ricevuta nell’immediato. Non è quindi il momento di farsi scoraggiare, anzi: è auspicabile che la diffusione di POS su dispositivi mobile si ampli sempre più, venendo incontro alle esigenze del consumatore, ma anche a quelle del venditore, in un ottica di risparmio condivisa.

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