Ancora prima che si sviluppasse la moneta, il baratto era la modalità più frequente per scambiare delle merci. Con l'ideazione della moneta e con lo sviluppo del capitalismo si potrebbe pensare che il baratto sia diventato obsoleto. Invece non è così! Nell'era digitale il baratto, con le dovute modifiche e variazioni, è tornato in voga per varie evalide ragioni.

Come e perché nasce la nuova formula di baratto, conosciuta con il nome di cambio merce pubblicitario. La definizione deriva dalla traduzione dell'espressione inglese media barter trading (letteralmente barter=baratto, trading=commercio, scambio). Già nel 1929, per sopravvivere alla drammatica crisi economica che colpì gli Stati Uniti e che ebbe ripercussioni mondiali, numerose associazioni utilizzarono il barter trading per incrementare i profitti e far ripartire l'economia senza toccare la scarsa liquidità di denaro a disposizione. Utilizzare il barter trading ha il notevole vantaggio di non dover ricorrere all'impiego di moneta per gli scambi commerciali, soprattutto in caso di iperinflazione o stagnazione dei mercati.

Il baratto tradizionalmente inteso prevede(va) lo scambio di merci fra due soggetti generalmente in un unico momento. La grande innovazione del media barter trading riguarda il numero dei soggetti coinvolti, almeno tre, e la possibilità di maturare debiti e crediti da saldare o spendere in un momento successivo. Il cambio merce pubblicitario è uno scambio di merci in cambio di servizi all'interno di un circuito.

Sono sempre più numerose le aziende che utilizzano la pubblicità per sponsorizzare e far conoscere il proprio brand e i propri prodotti. La spesa annuale per la pubblicità è una voce . . .

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