Molto presto ai cittadini potrebbe esser consentito effettuare i prelievi Bancomat all’interno di esercizi come tabacchi, supermercati, edicole e farmacie. È quanto viene proposto dal governo nell’ambito della Manovra 2024, arrivata in Parlamento lo scorso ottobre e in attesa di approvazione. Perché ciò sia possibile, servirà una modifica dei limiti previsti dai controlli antiriciclaggio – eliminando questi ultimi per i prelievi al di sotto dei 250 euro effettuati presso un esercizio. Lo scopo della misura è far circolare più denaro contante soprattutto nei piccoli centri urbani, dove gli sportelli Bancomat stanno diventando sempre più rari.

La “desertificazione bancaria” nelle città italiane

A molti è capitato – trovandosi fuori casa – di incontrare maggiori difficoltà, rispetto al passato, nel reperire sportelli per effettuare prelievi Bancomat. Tutto ciò non è frutto d’una semplice “impressione” soggettiva, ma al contrario sembra trovar conferma in un’indagine compiuta dalla FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).

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Dalla ricerca – realizzata incrociando rilevazioni della Banca d’Italia e dell’Istat – emerge un dato eloquente: in meno di dieci anni le banche italiane hanno chiuso 11.231 sportelli. Infatti, se nel 2012 le agenzie erano 32.881, nel 2020 erano ridotte a 23.480, fino ad arrivare, l’anno seguente, a 21.650. Una conseguenza di tale fenomeno è che ci sono, nel Belpaese, 3.062 comuni sprovvisti di filiali – distribuiti in modo diverso tra Nord, Centro e Sud (dove è maggiore la percentuale).

Questo processo di allontanamento delle banche dal territorio prende il nome di “desertificazione bancaria”. È strettamente correlato all’ingresso delle nuove tecnologie in tale settore – in primis l’e-banking, che consente di accedere ai servizi bancari da internet. Ciò ha spinto i grandi gruppi di questo ramo a incoraggiare sempre più l’utilizzo di tali strumenti, soprattutto in un’ottica di riduzione dei costi. Di qui la scelta di chiudere molte filiali.

Svincolare i prelievi Bancomat dalla presenza di sedi bancarie

È in questo quadro che s’inserisce una delle novità introdotte dal governo nella Manovra 2024, ovvero la proposta di consentire i prelievi Bancomat anche al di fuori delle sedi bancarie. In base a tale misura, tutti i negozi dotati di POS potranno mettere a disposizione dei clienti, al proprio interno, un servizio dedicato al prelievo di contanti. Pur essendo, in linea teorica, indirizzata a ogni tipo di esercizio commerciale, la norma punta soprattutto su tabaccai e supermercati, e prevede un limite di 250 euro per ciascun prelievo.

Il governo intende applicare la misura in tutta Italia, ma in realtà essa è stata concepita specialmente per i comuni con meno di cinquemila abitanti. Inoltre – secondo ciò che essa prescrive –, i prelievi effettuati nei negozi non dovranno sottostare alle verifiche della normativa antiriciclaggio. Infatti – ricordando che la Manovra deve ancora esser approvata – sono proprio le attuali regole antiriciclaggio a ostacolare l’iniziativa del “Bancomat diffuso”. Come si afferma nella relazione relativa al provvedimento, tali regole sarebbero “in alcuni aspetti più rigide di quelle previste dalla disciplina Ue”.

Il governo, d’altra parte, ritiene che sotto la cifra di 250 euro non vi sia rischio di riciclaggio – poiché chi usa una carta Bancomat è già cliente d’una banca, ed è quindi sottoposto ai controlli di quest’ultima. Ed è vero – come riportato nella succitata relazione – che già oggi il prelievo “non richiede invece adempimenti qualora sia svolto tramite ATM”.

Più prelievi Bancomat, più vantaggi per cittadini ed esercenti

La proposta del governo ha come scopo principale quello d’incrementare la circolazione di denaro contante. Un fattore, questo, che può avere una ricaduta positiva su chi vive nei piccoli centri urbani, che sono in molti casi privi di agenzie bancarie. In più, rendere più facile il prelievo di denaro – permettendo di effettuarlo nei negozi – può invogliare le persone che non hanno un conto corrente ad aprirne uno (nei tanti modi oggi possibili). Una maggiore libertà nella gestione del denaro aiuta infatti a valutare la differenza fra i pagamenti tramite banconote e quelli con moneta elettronica, insieme ai loro pro e contro.

Inoltre – secondo quanto è scritto nella relazione riguardante il provvedimento –, quest’ultimo andrebbe a vantaggio anche degli esercenti. Tra gli effetti della distribuzione di contante, infatti, ci sarebbe “una riduzione delle giacenze” nei negozi, e quindi anche una riduzione dei “rischi per la sicurezza” dovuti alla presenza di liquidità.

La Manovra 2024 ha come scopo anche quello di aiutare diversi comuni italiani a superare i danni finanziari causati dal Covid. Perciò, tra le misure in essa contenute, c’è anche quella che consente ai suddetti comuni di richiedere, a chi prende un aereo o una nave, una tassa di imbarco. È previsto, poi – anche se solo per il Giubileo –, un aumento della tassa di soggiorno a Venezia e a Roma, al fine di incrementare le entrate del turismo in Italia. La speranza è quella di portare nel Paese una vera ripartenza, che possa coinvolgere tutti i settori.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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