L’inclusività aziendale, il benessere e la parità di genere negli ultimi anni sono diventati pilastri delle strategie aziendali in Italia e nel mondo, soprattutto nel settore farmaceutico. Dati recenti confermano che le aziende che adottano politiche inclusive e che promuovono la parità di genere riscontrano benefici concreti, con un aumento di produttività, innovazione e benessere lavorativo.
Secondo il Global Gender Gap Report 2023 del World Economic Forum, una maggiore partecipazione economica delle donne potrebbe avere un impatto significativo sulle economie. Il rapporto evidenzia una crescita del tasso di partecipazione delle donne nella forza lavoro, passato dal 63% al 64% dal 2022 al 2023, ma sottolinea che c’è ancora molta strada da fare.
Inclusività aziendale: un valore strategico per il successo delle aziende
La valorizzazione della diversità e l’impegno verso un ambiente di lavoro equo non solo promuovono un clima aziendale positivo, ma generano anche vantaggi concreti per le imprese.
A conferma di questi benefici, uno studio dell’European Institute for Gender Equality (EIGE) evidenzia come migliorare la parità di genere nell’Unione Europea potrebbe portare entro il 2050 a un incremento del PIL pro capite fino al 9,6%, equivalente a circa 3,15 trilioni di euro. Inoltre, l’aumento dell’occupazione femminile contribuirebbe a creare fino a 10,5 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa, con un impatto positivo sulla produttività e sul benessere complessivo dei dipendenti.
Tra i settori più avanzati in questo ambito, l’industria farmaceutica si distingue per le sue politiche di inclusione e parità, offrendo un esempio concreto dei benefici che queste pratiche possono portare sia alle persone che alle organizzazioni.
Settore farmaceutico in Italia: una leadership nell’inclusività aziendale e parità di genere
L’industria farmaceutica italiana si conferma un settore leader nell’ambito dell’inclusività aziendale e della parità di genere. Secondo Farmindustria, il 45% degli addetti nel farmaceutico è rappresentato da donne, una percentuale nettamente superiore alla media del settore manifatturiero, che si attesta attorno al 29%. Anche nei ruoli di leadership, il settore farmaceutico dimostra un forte impegno verso la parità: il 46% delle posizioni dirigenziali è infatti occupato da donne, un dato che riflette un’effettiva rappresentanza nelle posizioni di vertice.
Tra le aziende farmaceutiche impegnate in queste aree, Gedeon Richter Italia emerge per il suo impegno continuo nel promuovere un ambiente lavorativo inclusivo e attento alla parità di genere. La filiale italiana della multinazionale ungherese ha ottenuto, infatti, la Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) e il riconoscimento Great Place to Work® che attesta la qualità del clima aziendale e la fiducia dei dipendenti.
Maria Giovanna Labbate: inclusività e meritocrazia come valori aziendali
L’azienda ha implementato team cross-funzionali e una struttura non gerarchica per promuovere la collaborazione, l’innovazione e la crescita professionale. “Il nostro obiettivo è creare un ambiente dove ogni persona possa esprimere il proprio potenziale” ha dichiarato Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia, che abbiamo intervistato per BuoneNotizie.it.
“Fin dalle origini, l’azienda ha posto l’attenzione alla parità di genere come parte integrante della sua missione, soprattutto considerando il focus sulla salute della donna – spiega Labbate – Essendo un’azienda dedicata alla salute femminile, l’attenzione alla parità è nata in modo naturale”. Tuttavia, con il passare del tempo, questa sensibilità si è evoluta in un impegno più ampio, rivolto a garantire un ambiente di lavoro equo per tutti i dipendenti. La decisione di ottenere la Certificazione della Parità di Genere ha rappresentato un passo decisivo in questa direzione, formalizzando principi che erano già profondamente radicati nella cultura aziendale.
Per l’azienda, l’inclusività non si traduce in una semplice adesione a principi astratti, ma in un lavoro quotidiano che coinvolge tutte le funzioni aziendali. “Questi riconoscimenti, come la certificazione di parità e il titolo di Great Place to Work, non sono solo medaglie – continua Labbate – “ma dimostrano che stiamo costruendo un ambiente in cui le persone possono crescere e sentirsi valorizzate”.
Inclusività aziendale: una leva strategica per valorizzare il talento e migliorare il benessere
Rispondendo alla domanda su come la meritocrazia venga applicata in azienda, Maria Giovanna Labbate sottolinea: “La meritocrazia è uno dei pilastri fondamentali della nostra visione. Ogni decisione relativa alla crescita professionale si basa esclusivamente su competenze e risultati, senza lasciare spazio a stereotipi o pregiudizi. Crediamo fermamente che ogni contributo individuale sia importante e lavoriamo affinché tutti i nostri dipendenti possano sentirsi parte di una cultura partecipativa e aperta al dialogo. Il nostro obiettivo è garantire un ambiente collaborativo dove ciascuno si senta valorizzato e ascoltato”.
Un esempio concreto di questo impegno è il programma di responsabilità sociale GRITness4ALL, che punta sull’empowerment femminile. L’azienda si impegna a valorizzare il ruolo delle donne, sia nella sfera personale sia professionale, promuovendo un ambiente che ne supporti il pieno sviluppo. In parallelo, il progetto di people caring “I FEEL GRIT” mira a migliorare il benessere e la motivazione dei dipendenti. Le iniziative favoriscono l’equilibrio tra vita e lavoro, valorizzando il contributo di ciascuna persona e rafforzando la capacità dell’organizzazione di affrontare con proattività le sfide del mercato globale. “Ci impegniamo per valorizzare ogni persona, promuovendo un clima di fiducia e rispetto”, aggiunge Labbate. Questo approccio trova un ulteriore riscontro nel Women Wellbeing Index, un’indagine condotta dall’azienda in sette Paesi europei per analizzare i fattori che influenzano il benessere delle donne, sia in ambito professionale sia personale.
Il percorso non è stato privo di sfide, ma queste hanno rappresentato un’opportunità di crescita. “Ho sempre affrontato le situazioni con trasparenza, cercando di promuovere il valore dell’individuo oltre ogni pregiudizio di genere”, riflette Labbate. Guardando al futuro, l’obiettivo rimane quello di continuare a dare l’esempio e dimostrare come un ambiente inclusivo possa essere non solo etico, ma anche un vantaggio competitivo.
Un modello di inclusività aziendale
Il percorso di Gedeon Richter Italia rappresenta un esempio virtuoso per tutte le aziende che vogliono adottare politiche inclusive e meritocratiche. Alla domanda su quali consigli darebbe alle altre aziende italiane che vogliono intraprendere un percorso simile, Maria Giovanna Labbate risponde con convinzione: “Il mio consiglio principale è ascoltare le voci di tutti i dipendenti, creando un ambiente in cui il dialogo sia reale e l’empatia una parte integrante della cultura aziendale. Promuovere la meritocrazia è fondamentale: le opportunità di crescita devono essere assegnate in base alle competenze e ai risultati, evitando qualsiasi forma di favoritismo o pregiudizio”.
Labbate sottolinea anche l’importanza di costruire un clima di collaborazione autentica: “Un ambiente inclusivo non deve essere frutto di logiche forzate, ma il risultato di processi aziendali che valorizzano naturalmente i talenti individuali. Inoltre, ridurre le rivalità interne e favorire la condivisione sono elementi chiave per sviluppare una cultura organizzativa forte”.
“Un modello inclusivo e meritocratico”, conclude, “non è solo una scelta etica, ma rappresenta un vantaggio competitivo. Migliora la produttività, aumenta la soddisfazione dei dipendenti e rende l’azienda un luogo in cui le persone vogliono crescere e contribuire al successo comune. In sintesi, è un investimento che ripaga sul lungo termine, sia per l’impresa che per la società”.
Questo modello dimostra che un ambiente di lavoro sano ed equo è alla base di una crescita sostenibile, capace di rispondere alle sfide attuali e di contribuire positivamente alla società e al mercato globale.

