Inps avvia campagna informativa sul lavoro nero domestico

By 11 Dicembre 2007 Lavoro

Evasione fiscale e contributiva, ma anche scarso rispetto dei diritti fondamentali di ogni lavoratore: sono dritto e rovescio della medaglia chiamata lavoro nero. In un rapporto Istat del 2006 si calcola che gli irregolari in Italia sono più di tre milioni, con un aumento di quasi 100.000 persone negli ultimi 10 anni. Fra questi, gran parte (3 su 4 all’incirca) sono stranieri, con una consistente presenza (tra 450 e 500.000) di colf e badanti, inevitabile nel Paese con l’età media più alta d’Europa. Secondo alcune stime, circa il 57% di coloro che svolgono questa mansione sono “in nero”: negli ultimi quattro anni oltre 200.000 lavoratori domestici sono letteralmente scomparsi dagli archivi dell’Inps.

Ed è proprio l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a promuovere una campagna di sensibilizzazione per favorire la riemersione, giudicata un obiettivo sociale essenziale per un paese dell’occidente industrializzato. Il progetto informativo si svilupperà attraverso annunci sulla stampa, free press, siti web, trasmissioni televisive e radio nazionali, oltre a delle lettere aperte indirizzate a datori di lavoro e lavoratori, opuscoli multilingue negli uffici pubblici e in molti gazebo appositamente allestiti.
Accanto ai mezzi più tradizionali sono previste iniziative insolite, come la distribuzione di tovaglioli “ad hoc” nei punti di ristorazione maggiormente frequentati dagli stranieri (fast food ad esempio) e sacchetti per contenere il pane, sempre con scopo informativo.

Sul sito dell’Inps (ww.inps.it) è inoltre a disposizione una sezione con una guida completa su tutto ciò che riguarda gli aspetti burocratici della questione: tipologie del rapporto lavorativo, modalità per l’assunzione e la gestione del rapporto stesso (calcolo della tredicesima, ferie, maternità, etc.), ed altri adempimenti di varia natura. Una versione multilingue di questo sito sarà presto on-line.

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.