Le offerte di lavoro dopo il virus: ecco le professioni più richieste

Un ragazzo alla ricerca di offerte di lavoro

Il coronavirus ha avuto senza dubbio un forte impatto sull‘economia del nostro paese. La pandemia ha prima ostacolato il flusso dei consumatori verso le attività commerciali, poi ha indotto il governo a prendere misure ancora più drastiche per arginare il fenomeno, costringendo, decreto dopo decreto, a far abbassare le saracinesche ad aziende, attività commerciali, musei, cinema etc. Di rimbalzo c’è da annotare un incremento di alcune figure professionali e la tendenza decisiva a lasciare largo spazio a una modalità lavorativa che ancora oggi viene sottovalutata, cioè lo smartworking.

ll coronavirus ha avuto l’effetto di un terremoto. Come tale ora richiede una fase di analisi, sacrificio e ricostruzione del tessuto economico del Paese. I settori che sono stati penalizzati in modo più feroce sono senza dubbio le partite IVA e i precari. Settori che già non navigavano in acque tranquille si sono visti investiti da un onda di portata gigantesca. 400mila lavoratori legati al turismo, migliaia di partite IVA e centinaia di lavoratori dello spettacolo e dello sport non hanno potuto difendersi dalla crisi legata a questi eventi, come testimonia un sondaggio condotto dall’associazione dei freelance Acta.

Al di là di quei lavori che non si possono permettere un ripiego tecnologico per restare competitivi sul mercato, grazie allo smartworking, siamo alle prese con uno scenario che non ha precedenti. Lo stare in casa sta accelerando ulteriormente l’affermazione della tecnologia come mezzo di comunicazione e di produzione per i dipendenti delle aziende e i freelance.

Quali sono le offerte di lavoro più ricercate dopo il coronavirus?

Il rovescio della medaglia consiste in un incremento significativo di offerte di lavoro per alcuni ruoli professionali strettamente legati alla pandemia. Ne sono un esempio le infermiere e le OSS (operatrici socio-sanitarie). Cresce la richiesta di operai in ambito chimico e farmaceutico per la produzione di disinfettanti e mascherine (+40% rispetto a prima dell’emergenza). Allargano il loro spettro d’azione (+60%) quelle attività legate ai beni di prima necessità: supermercati, magazzinieri per preparare la spesa on line, addetti al trasporto e alla logistica etc. Anche le attività legate all’e-commerce sono in aumento (+40%) così come le offerte di lavoro per addetti alle pulizie e interventi di sanificazione (+40%).

Non è possibile sbilanciarsi su quale sarà la forma definitiva del quadro economico a livello di impatto sul mondo del lavoro. Quello che è certo è che dovremmo fare i conti con l’evolversi della situazione giorno dopo giorno.

 

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