L’UE condanna stage e tirocini non regolarizzati. In Italia si sollecita il confronto per eventuali soluzioni.

In occasione dei nuovi contagi e del progressivo calo di occupazione giovanile, l’Unione Europea ribadisce l’importanza di normare gli stage e i tirocini affinché si dia uno stop allo sfruttamento di tirocinanti e praticanti. L’invito del Parlamento europeo rivolto agli Stati membri è di introdurre uno strumento giuridico nazionale condivisibile per un trattamento equo degli apprendisti. Strumento giuridico che obbligherà la stesura di contratti regolari e periodi di prova “ragionevoli”. In Italia, l‘imminente consegna alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) crea in Parlamento la necessità di confronto su questa tematica tanto delicata quanto importante.

Gli stage e i tirocini in Italia

La crisi da pandemia svela la fascia lavorativa più in difficoltà. È quella degli under 25 che vede svanita nel nulla l’opportunità di stage e tirocini, portando i giovani ad una lunga battuta d’arresto. Tuttavia la regolarizzazione dei tirocini in Italia è da sempre disomogenea perché gestita a livello regionale.

La giornata parlamentare dello scorso 14 aprile ha visto tra le iniziative dibattute la mozione n. 1-00392 sull’occupazione giovanile, approvata dalla Camera dei deputati e in attesa di essere considerata dal Pnrr. All’interno della mozione si evidenzia il deficit italiano sul tema giovani: è l’Italia infatti a possedere la percentuale più alta in Europa di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non seguono percorsi di formazione e non svolgono stage e tirocini. Ciò significa uno spreco economico e un depotenziamento sociale della categoria, portatori di conseguenze gravi nel lungo termine.

Urge contrastare questo «immobilismo sociale», definito così dal deputato Massimo Ungaro che avanza insieme ai colleghi l’idea di introdurre agevolazioni per le aziende che concedono un rimborso spese o un’indennità a chi svolge stage e tirocini; oltre che creare lauree abilitanti che semplifichino l’accesso al mondo del lavoro.

Le opportunità date dal Next generation EU

La consegna del Pnrr è prevista per il 30 aprile, come da accordi con la Commissione europea, e questi ultimi giorni risultano preziosi per le conclusive limature del documento. Una di queste è nei confronti dell’occupazione giovanile, argomento – secondo i deputati – poco attenzionato. Ciò nonostante il fondo europeo Next generation EU, creato per sanare la crisi economica, ha come punti salienti la green economy e la transizione digitale. Temi che regalano grandi opportunità occupazionali per i giovani nel settore della ricerca scientifica, della tutela dell’ambiente, dell’agricoltura e del turismo eco-sostenibile. Occasioni che dovrebbero essere considerate e incentivate anche in era post-Covid, soprattutto in tema di stage e tirocini.

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