Mass media e psicosi collettiva

di 22 Aprile 2018Editoriali
[:it]Milano, una passante ha chiamato la polizia per aver notato un sacchetto abbandonato sul tetto di un auto parcheggiata. Il sacchetto conteneva alcune lattine di birra. Sempre a Milano, una borsa incustodita sulla metro lilla ha suscitato la paura di una donna che ha chiamato la Polmetro. Nel luogo indicato non sono state trovate né la borsa né la sua proprietaria.

E’ sempre di oggi la notizia comparsa su uno dei più autorevoli quotidiani nazionali sulla denuncia contro un ignoto cittadino che nel pomeriggio di ieri ha chiamato la polizia per segnalare la presenza di “una bomba” nei pressi di Corso Vittorio Emanuele, nel centro di Milano. Anche in questo caso non stati trovati né la “bomba” né chi ha effettuato la segnalazione.

 

 

Insomma, è psicosi da attentato. Ma non sono forse i mass-media i veri responsabili di questa psicosi?
E se fossero i direttori dei quotidiani, dei tg, dei notiziari, insieme ai loro editori, ad essere denunciati per procurato allarme?

L’allarmismo, in un clima già teso per i fatti di Parigi, è quanto di più dannoso si possa volontariamente generare. E tutto solo per assecondare una regola di mercato che di fatto distorce gravemente lo spirito di servizio che da sempre riconosciamo ai mezzi di informazione, ovvero quella di vendere più copie e fare più ascolti. E’ così che si instaura una vera e propria gara a chi strilla il titolo più forte, più sensazionale, più allarmante, ovviamente sempre accompagnato dalla foto più raccapricciante.

Credete che questa sia vera libertà di informazione? Pensate davvero che dietro ogni pacco apparentemente abbandonato o a ogni valigia temporaneamente incustodita si nasconda una minaccia terroristica? Chi pagherà il conto di tutto questo saremo sempre noi, attraverso i costi che saranno sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per curare psicosi, ansia e depressione. Secondo l’Eurodap (l’Associazione Europea per il Disturbo da Attacco di Panico) i mass-media sono al primo posto tra le principali cause di ansia. Non ci vuole molto per convincersene.

Non più di due giorni fa, sulle prime pagine dei quotidiani on-line campeggiavano le notizie sulle interruzioni dei servizi di trasporto pubblico nelle città di Roma a Milano a causa di alcune segnalazioni di bagagli apparentemente abbandonati. Tutti gli italiani, dalla Sicilia al Trentino Alto-Adige sono venuti a conoscenza di questi falsi allarmi. Sapreste spiegare qual è l’utilità di queste notizie? Qual è l’utilità, per un abitante di Messina, di sapere che a Milano e a Roma ci sono stati dei falsi allarmi? (E sottolineo: falsi)! La risposta è: nessuna utilità. Domandatevi invece: qual è stato l’effetto per quello stesso cittadino?

E la stessa cosa vale per moltissimi altri fatti di cronaca nera, come l’omicidio di Yara Gambirasio, del piccolo Loris, della strage dei vicini di Erba o del caso di Annamaria Franzoni (solo per citarne alcuni).

La domanda è sempre la stessa: chi ascolta, quale utilità ne trae e quale danno subisce?[:en]Milan, a passer-by calls the police after noticing an abandoned shopping bag on top of a parked car. The bag contains nothing but a few cans of beer.

Another example. Milan, a forgotten bag left on the subway raises fear in a woman who immediately phones the underground security. On the arrival of the police, neither the bag nor the owner of the bag were found.

A third example. One of the most distinguished Italian national newspapers reported that someone has found a bomb in the centre of the city of Milan. But also here neither the bomb nor the person who called the police were found.

All of this is obsessive fear of terroristic attacks. But isn’t the mass-media the real reason of these fears? What if newspaper and television news directors, together with their publishers, were to be reported for their scaremongering?

Alarmism, in a moment of tension such as the one following the attacks in Paris, is the most damaging thing someone can intentionally create. And all of it to push business, print more copies and increase the number of readers, deeply twisting the meaning of what news is supposed to be. This is how journalism turns into a competition for who screams the loudest, emphatic, alarming headlines, obviously followed by the most terrible photos.

Do you still believe this is true freedom of the press? Do you really think that behind every apparently abandoned package or any unattended bag there’s a hidden terroristic threat? Who will pay the price of this will always be us through the National Health Service to heal our states of anxiety and depression, which this constant fear inevitably creates. According to EURODAP (European Association for Illnesses caused by Panic Attacks), the mass media is the main cause of anxiety. This is not surprising.

Not long ago all the major newspapers had headlines on their front pages announcing stoppage of all public transport in Rome and Milan, because of false reporting of apparently abandoned bags. Everyone in Italy had to read about this. Everybody from Sicily to South Tyrol was informed about these false alarms. What is the reason for these articles? Why should people living in Messina have to know about false alarms happening in Milan or Rome? (And we underline: FALSE!). The answer is one: it is useless.

The same goes for many cases of crime news, especially murders or kidnappings, in particular, if they deal with young victims. Let’s take cases such as the Yara Gambirasio murder, or the slaughter in the neighbourhood of Erba as examples. What do the readers have to gain?

Translated by A.J.L and revised by M.K.

[:]

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.