Quando si fa di tutta l’erba un fascio. Il caso di (pochi) preti pedofili e la risonanza sui media

By 30 Agosto 2018 Editoriali
[:it]Le recenti dichiarazioni di Papa Francesco, che ha condannato fermamente alcuni casi di pedofilia nella Chiesa, ha sollevato (di nuovo) un’ondata mediatica che rischia di influenzare molto negativamente l’opinione pubblica sul ruolo dei sacerdoti e l’immagine della Chiesa cattolica. In questi giorni ha ripreso a circolare una lettera scritta nel 2010 da padre Martín Lasarte, un missionario salesiano uruguayano all’epoca in missione in Angòla, e indirizzata al New York Times.

“Vedo in molti mezzi di informazione, soprattutto nel vostro giornale, l’ampliamento del tema dei sacerdoti pedofili, con indagini condotte in modo morboso sulla vita di alcuni sacerdoti. Così si parla di un caso in una città negli Stati Uniti negli anni ‘70, di un altro nell’Australia degli anni ‘80, e così a seguire di altri casi più recenti… Certamente tutti questi casi sono da condannare! Si vedono alcuni articoli giornalistici misurati ed equilibrati, ma anche altri pieni di preconcetti e persino di odio.

Il fatto che persone, che dovrebbero essere manifestazioni dell’amore di Dio, siano come un pugnale nella vita di innocenti, mi provoca un immenso dolore. Non esistono parole che possano giustificare tali azioni. E non c’è dubbio che la Chiesa non può che schierarsi a fianco dei più deboli e dei più indifesi. Pertanto ogni misura che venga presa per la protezione e la prevenzione della dignità dei bambini sarà sempre una priorità assoluta.

Tuttavia, incuriosisce la disinformazione e il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si spendono per milioni di bambini, per tantissimi adolescenti e per i più svantaggiati in ogni parte del mondo!

 

Nella lettera padre Lasarte esprime tutto il suo disappunto di fronte all’ondata mediatica sollevata dagli abusi di pochi sacerdoti, ed esprime sorpresa per lo scarsissimo interesse che suscita nei media il lavoro quotidiano di migliaia e migliaia di altri presbiteri.

Il testo prosegue raccontando l’opera silenziosa a favore dei più sfortunati svolta dalla maggioranza dei sacerdoti, che però “non fa notizia”.

“Insistere in modo ossessivo e persecutorio su un tema, perdendo la visione di insieme, crea realmente caricature offensive del sacerdozio cattolico e di questo mi sento offeso. – conclude il missionario – Giornalista: cerca la Verità, il Bene e la Bellezza. Tutto ciò la renderà nobile nella sua professione. Chiedo solo questo…”.

 

Pare che la lettera, recentemente citata anche dal quotidiano Avvenire, non abbia mai ricevuto risposta.

I mass-media funzionano come degli amplificatori: se racconti solo gli aspetti negativi di un fatto, seppur grave, non farai che spargere negatività, frustrazione, senso di ingiustizia e di impotenza, a proposito di problemi che magari sono limitati a pochi casi. Non sto dicendo che non vadano raccontati, ma saper fornire al lettore il quadro completo dell’informazione e inserire nel giusto contesto i fatti descritti deve essere il lavoro di ogni buon giornalista.[:en]The recent declarations made by Pope Francis, who firmly rose against paedophilia within the Church, drew (once again) the media attention with negative consequences for the reputation of the Catholic Church and the role of priests. Recently, special emphasis was given to a letter written in 2010 by Father Martín Lasarte – a Salesian Uruguayan missionary who was in Angola at that time – and sent to the New York Times.

I see in many media, especially in your newspaper, the broadening of the subject in a morbid way, investigating in detail the life of a paedophile priest. This is how one of a city in the USA, from the 70s, another one in Australia in the 80s and that is how it looks, other recent cases … Certainly all condemnable! Some journalistic presentations are weighted and balanced, others amplified, full of preconceptions and even hatred.

It gives me great pain because of the profound evil that people, which should be signs of God’s love, be a dagger in the lives of innocents. There is no word that justifies such acts. There is no doubt that the Church cannot be, but on the side of the weak, of the most defenceless. Therefore all measures taken for the protection, prevention of the dignity of children will always be an absolute priority.

But it is curious the little news and disinterest by thousands and thousands of priests who are consumed by millions of children, by adolescents and the most disadvantaged in the four corners of the world!”

 

In his letter, Father Lasarte regrets the attention that the media pays to the abuses by few priests and is surprised at the poor interest in the daily work of thousands of good priests.

The letter describes the silent work of many priests who help poor and needy people. However, their actions don’t make headlines.

Insisting in an obsessed and persecutory way on a subject losing the overall vision creates truly offensive cartoons of the Catholic priesthood in which I feel offended,”  the missionary says “Journalist, look for the Truth, the Good and the Beauty. That will make him noble in his profession…”

 

It seems that nobody ever replied to the letter, which was recently mentioned by the Avvenire newspaper.

Mass-media acts as an amplifier: if you tell only the negative aspects of an event, albeit serious, you will disseminate negativity, frustration, injustice and helplessness in relation to problems that are likely to be limited to a few cases. Negative aspects are worth being reported. However, journalists should provide readers with a global overview and outline the right context for each fact.[:]

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.