Smettere di informarsi è una scelta sempre più frequente. Notizie corrette e più costruttive possono tornare ad attirare i lettori.

È possibile avere un’informazione più corretta che non generi ansia nel lettore e lo attragga a sé? Questo sembra non accadere quando leggiamo i giornali e ci imbattiamo in notizie eccessivamente negative, come in questo esempio:

“Nord Africa in ginocchio di fronte alla crescita dei contagi e la scarsità di materiale sanitario”

RaiNews24

 

Questo modo di fare informazione, come mostrato da uno studio realizzato dall’EuroDAP nel 2011, provoca malessere e porta a un calo di interesse per le notizie. Questo accade in modo simile in vari Paesi del mondo, stando all’ultimo Digital News Report del Reuters Institute[1]. Non informandosi più, ciò che è a rischio è la democrazia, perché essere informati in maniera corretta significa essere più consapevoli delle scelte che si compiono.

Ci sono, però, alcune soluzioni per realizzare un’informazione più corretta che generano nel lettore speranza. Oltre a ciò, permetterebbero di riavvicinare il lettore alla notizia. Prima, però, cerchiamo di capire i due meccanismi che portano ad allontanarsi e a evitare le notizie, sia intenzionalmente che non, secondo uno studio pubblicato su Journalism Studies[2].

Un’informazione più corretta per riavvicinarsi alle notizie

Secondo questo studio, tre sono i motivi di allontanamento volontario dalle notizie:

  • l’effetto negativo sul proprio umore, ovvero le notizie sono troppo negative;
  • l’eccessiva mole di notizie (la cosiddetta infodemia);
  • calo della fiducia nelle notizie (il Digital News Report del 2017[3] aveva già evidenziato questo trend).

A questo si affianca il distacco compiuto in maniera involontario o inconsapevole: nel mare magnum dei contenuti offerti dai media, non potendo seguirli tutti, si fa una selezione di ciò che si preferisce e che, di solito, non è un’informazione corretta, ma intrattenimento.

Le soluzioni al problema

Ciò detto, secondo quanto pubblicato su Journalism Studies, ecco le soluzioni per evitare questi meccanismi e per realizzare un’informazione più corretta.

1. Un giornalismo più costruttivo

Il giornalismo costruttivo fornisce un’informazione più corretta ed equilibrata. Questo perché mostra sia ciò che non va (le “cattive notizie”), ma anche ciò si può fare per risolvere i problemi denunciati. Questo nuovo approccio alle notizie fornisce delle soluzioni ai problemi, oltre che degli esempi positivi da seguire e a cui ispirarsi per risolverli.

2. Un giornalismo più lento e approfondito

Per far riavvicinare gli utenti alle notizie, i media dovrebbero abbandonare il modello delle breaking news per focalizzarsi su poche notizie alla volta e per fornire all’utente un’informazione più corretta perché più approfondita. In pratica, dovrebbero puntare verso lo slow journalism, cioè il giornalismo lento che si focalizza su poche (ma approfondite) notizie al giorno.

3. Maggiore affidabilità e trasparenza delle notizie

Per riacquistare la fiducia perduta nei media bisogna che facciano una chiara distinzione fra opinioni e giornalismo, con quest’ultimo che deve basarsi su fatti veri e, perciò, incontestabili. Si eviterà, così, di comunicare una percezione distorta della realtà. Un’altra soluzione è la trasparenza dell’informazione. Infatti, i lettori devono poter verificare direttamente le fonti delle notizie.

4. L’aiuto degli algoritmi

Oltre a ciò, editori e piattaforme social potrebbero realizzare degli algoritmi, in modo che l’utente possa visualizzare notizie affidabili e corrette, mentre sta visualizzando in streaming il suo spettacolo d’intrattenimento preferito o mentre sta navigando tra i vari contenuti dei social media. In questo modo, si evita la diffusione delle fake news che tanta parte hanno avuto nei primi momenti della pandemia.

Lo aveva già intuito Indro Montanelli durante un suo discorso all’Università di Torino in cui affermò:

Credo che il giornalismo sia ormai al capolinea. Dovrebbe trasformarsi completamente, in un senso che non so prevedere…

Indro Montanelli

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Fonti:

[1] Digital News Report, executive summary edizione 2021, Reuters Institute
[2] Lo studio pubblicato su Journalism Studies
[3] Digital News Report, edizione 2017, Reuters Institute [PDF]