La rabbia è un'emozione primitiva che riguarda tutti, ma è anche quella le cui manifestazioni vengono maggiormente represse. Dunque, come far passare la rabbia senza portarla dentro all'infinito? Nascondere la propria rabbia dipende dalla convinzione che esprimerla è considerato un atteggiamento negativo, e quindi da tenere sotto controllo.

È assolutamente vero che la rabbia non va scaricata sugli altri (soprattutto su chi l'ha scatenata), ma non dimenticate che si tratta di un'emozione importante per il vostro benessere. Quindi dobbiamo imparare ad ascoltarla.

È quasi impossibile essere felici se si prova rabbia repressa che emerge ogni volta che ci sentiamo impotenti, frustrati, messi in un angolo, insoddisfatti. In psicologia, la rabbia passiva viene etichettata come comportamento passivo-aggressivo. Dopotutto, nel silenzio, si nasconde sempre una grande componente aggressiva, ovvero la voglia (che talvolta esiste) di aggredire anche fisicamente chi scatena in noi la rabbia.

Per vivere bene, non bisognerebbe reprimere mai le proprie emozioni. I sentimenti di rabbia inespressa sono alla base di molti disturbi psicosomatici, dalla gastrite ai dolori alla schiena, e molti altri. Se è così, è sempre meglio affrontare il vostro malessere in modo più esaustivo con un bravo psicologo.

Intanto, ecco qualche piccolo consiglio.

Vivere felici richiede piccole accortezze che spesso si dimenticano. La reazione ottimale è quella di essere assertivi. Il confronto richiede maturità: chi è assertivo comunica chiaramente i propri pensieri ed emozioni, si mostra senza artefici e si assume la responsabilità delle proprie idee. Questo modo di agire appartiene a chi vuole sempre avere la gioia di vivere con sé ogni giorno, senza rimuginare all'infinito.

Le persone passivo-aggressive non sono in grado di verbalizzare la propria rabbia. Ecco perché si chiudono e smettono di rivolgere la parola a qualcun altro, per loro non esiste né confronto né conflitto perché si sentono . . .

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