Le "buone notizie" del World Press Photo 2013

Viaggi affascinanti alla scoperta di abitudini ed habitat di specie protette e in via d’estinzione. Storie di solidarietà, di passioni e devozione, ma anche svolte epocali nei costumi della società e battaglie quotidiane per la rivendicazione di diritti fondamentali come istruzione ed emancipazione femminile: tante le “buone notizie” racchiuse nelle immagini dei 54 progetti vincitori del World Press Photo 2013, concorso internazionale che, dal 1955, premia il meglio del giornalismo visivo prodotto da agenzie di stampa, fotografi professionisti e documentari provenienti da tutto il mondo.

Il World Press Photo dell’anno 2012 è andato al fotografo svedese Paul Hansen, con una struggente immagine scattata lo scorso anno durante l’operazione israeliana Pillar of Cloud, che ha colpito la città palestinese di Gaza. Ben sei gli italiani vincitori e un italo- americano, che si sono aggiudicati l’importante riconoscimento all’interno delle nove categorie in gara, prevalendo con reportage sul medio-oriente e sull’indagine sociale. Fra loro Fausto Podavini, Primo Premio Storie quotidiane con “Mirella”, progetto a lungo termine che riporta la toccante storia d’amore di un’anziana caregiver, che per anni si è presa cura del marito colpito dall’Alzheimer. Inoltre Vittore Buzzi, Terzo Premio Special Sportivi, che ha seguito gli allenamenti in una palestra di Yangon (Birmania), aperta dal Campione nazionale di Lethwei, arte marziale simile alla kickboxing, per cercare di trasmettere le sue abilità alle giovani generazioni, strappandole dalla strada.

E’ stato proprio lo sport uno dei leitmotiv della 56esima edizione del contest, non solo grazie alle immagini spettacolari regalate dalle Olimpiadi 2012 di Londra, ma pure per i contributi sulle attività amatoriali praticate soprattutto in Paesi in via di sviluppo vessati da conflitti e fondamentalismi, che restituiscono ai giovani la voglia di mettersi in gioco, offrendo preziosi momenti di aggregazione: dai polverosi campi di calcio di Dulombi, in Guinea Bissau, ricavati da spazi in disuso di ex caserme abbandonate dai coloni portoghesi, descritti da Daniel Rodrigues, (Primo Premio Vita quotidiana), allo stadio di basket di Mogadiscio, fotografato dal danese Jan Grarup, circondato da muri crivellati di pallottole e guardie armate, dove la squadra femminile cittadina è disposta a rischiare la vita pur di giocare, sfidando il pensiero radicale islamico ( Primo Premio Servizi Speciali di Storie sportive).

L’obiettivo della fotografa vietnamita Maiko Elan (Primo Premio Tematiche Contemporanee), è entrato invece nell’intimità di diverse coppie omosessuali di Hanoi, in Vietnam, nazione comunista che, dopo anni di discriminazioni, ha ospitato nell’agosto 2012 il “Viet Pride”, parata pubblica dedicata all’orgoglio gay e che sta per diventare il primo fra i paesi asiatici a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Non mancano le belle storie, che in contesti di degrado e povertà hanno alleviato le sofferenze delle classi disagiate. Fra queste, quella raccontata dallo scatto del danese Jacob Ehrbahn (Terzo Premio Vita Quotidiana), che mostra una mensa a Youngstown (Ohio), la più povera delle 100 più grandi città degli Stati Uniti d’America, che offre riparo e pasti caldi ai senza dimora; oppure quella dell’americano Micah Albert (Primo Premio Tematiche Contemporanee, singola) che ritrae una donna raccoglitrice di rifiuti intenta a leggere, durante la sua pausa di lavoro, libri scovati  nella discarica di Dandora, una delle più grandi di Nairobi (Kenya), abitata da oltre un milione di persone. Menzione d’onore è andata al foto-racconto del reporter kashmiro Altaf Qadri, su una scuola per meno fortunati allestita da due volontari sotto un ponte ferroviario della metropolitana di New Delhi (India), dove tutte le mattine, gratuitamente, 45 bambini poveri delle baraccopoli vicine vengono preparati per l’ammissione alle scuole statali, nella speranza di un futuro migliore.

Le immagini vincitrici, raccolte in una mostra itinerante, saranno esposte al pubblico in anteprima il prossimo 26 aprile ad Amsterdam, da dove partirà un tour internazionale che toccherà circa 100 città di 45 paesi del mondo, fra cui Roma, Napoli e Milano. Attesa il 27 aprile, invece, la premiazione dei fotogiornalisti, che sarà celebrata durante una cerimonia ufficiale che si svolgerà sempre presso la sede olandese della World Press Photo Foundation.

 

 

 

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