CSR: quando l'innovazione sociale fa la forza. Anche in Italia

By 11 Settembre 2013 Eventi, In evidenza, Magazine

Muhammad Yunus, pioniere del concetto del microcredito e accademico bengalese, già premio Nobel per la pace nel 2006 fu tra I primi ad associare il concetto di business a quello di innovazione sociale . Il prof Yunus da sempre sostiene che il cambiamento del mondo in cui viviamo sia sempre più rapido in maniera particolare in termini di tecnologia e sviluppo economico. Ed è proprio nei salti tecnologici tipici del nostro tempo che egli auspica la via alla crescita economica e sociale degli individui e dei paesi. E’ un fatto che oggi, milioni di persone possono beneficiare della velocissima diffusione del progresso tecnologico per trovare soluzioni a una serie di problematiche. Tuttavia, proprio questo rapido passo del mutamento conferisce un’importanza critica agli attori responsabili della promozione e diffusione della tecnologia ai fini del progresso sociale.

E’ infatti dalla buona qualità delle loro azioni che dipende il successo o meno del futuro di tutti noi. Questo raffinato pensiero acquisisce oggi un’ulteriore e positiva conferma anche in Italia. Secondo una recente ricerca IPSOS (del luglio 2013) oltre il 60% degli italiani ritiene sia un obbligo delle aziende orientare la propria azione ad atteggiamenti di responsabilità sociale.
Il dato dimostra un livello di maturità etica dei consumatori che le aziende non possono più trascurare. E’ opinione di Rossella Sobrero, Presidente di Koinètica “questi dati ci dicano che siamo sulla strada buona ma che le imprese devono fare di più e soprattutto comunicare meglio quello che fanno”.

Per questo, oltre 100 organizzazioni si sono date appuntamento al Salone della CSR e dell’innovazione sociale il 1° e il 2 di ottobre all’Università Bocconi di Milano per affrontare il tema dell’evoluzione della CSR (Corporate Social Responsibility) in un’ottica di Social Innovation. “Il Salone“, organizzato da Università Bocconi, CSR Manager Network, Unioncamere, Alleanza Cooperative Italiane, Fondazione Sodalitas, Koinètica continua Sobrero “nasce per offrire alle organizzazioni partecipanti ma anche ai visitatori, occasioni per scoprire le tendenze in atto, per incontrarsi, confrontarsi, stringere interessanti partnership. Tutto all’insegna dell’interattività.”
Oltre 60 eventi, (tra cui workshop, Barcamp, WorldCafè, presentazioni di libri, seminari di approfondimento e molto altro) animeranno la discussione e la riflessione sulle opportunità dell’innovazione sociale in un momento di grande cambiamento. Si discuterà dell’urgenza di trovare nuove e diverse collaborazioni tra gli attori sociali consapevoli e dell’importanza del fare attraverso azioni concrete.

Una cornice per favorire l’incontro tra visitatori, aziende e semplici curiosi, per dialogare, confrontarsi e capire i benchmark del settore, costruire collaborazioni e fare rete con possibili partner, intercettare creatività e nuove energie, essere protagonisti del futuro della CSR e dell’innovazione sociale: queste le ragioni per essere presenti al Salone.
L’appuntamento è per i giorni 1 e il 2 ottobre all’Università Bocconi, via Roentgen 1, dalle 9.30 alle 18. Programma completo del Salone su www.csreinnovazionesociale.it

 

 

5 Comments

  • Manuela Vanzo ha detto:

    Bella iniziativa quella del Salone della CSR. Ormai le aziende si sono rese conto che i vecchi paradigmi economici non possono più essere applicati al mondo in cui viviamo e che la figura del consumatore sta cambiando. Ci sono istanze che non possono più essere trascurate. Speriamo solo che la social innovation non sfoci nel greenwashing ma faccia invece del vero e proprio societing.

  • Rosaria Incarnato ha detto:

    Nel nostro paese la creazione di valore attreverso le pratiche del societing sopratutto nelle comunità locali dovrebbe essere incentivata. Bella iniziativa!

  • Marco A. I. ha detto:

    C’è poco spazio per le vecchie pratiche. Adesso si da sempre più spazio alla social innovation, alla base del concetto di societing.

Leave a Reply