Le startup innovative potrebbero rilanciare il Sud Italia (e anche il Nord).

Non possiamo negarlo: da sempre nella storia della nostra Repubblica c’è divario tra il Nord e il Sud, di carattere economico, sociale, infrastrutturale e tecnologico. Forse però le startup innovative possono cambiare questo scenario. In questi giorni si è svolto a Brindisi il “Bravo Innovation Hub Agrifood” che ha decretato vincitrici dieci startup, tutte del Meridione. Sembra un segnale evidente della forte voglia e possibilità di riscatto del Sud. Lo sviluppo tecnologico e innovativo dovrà inoltre essere affiancato anche al focus del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sul Sud dei fondi europei per l’adeguamento infrastrutturale italiano.

Investimenti al Meridione

Secondo il Global Infrastructure Outlook i soldi spesi ogni anno in opere pubbliche al Centro-Nord sono fino a 4 volte superiori di quelli spesi al Sud. Stando allo stesso studio all’Italia servirebbero 373 miliardi di euro per far fronte alle reali necessità del Paese. Risulta quindi evidente che gli 82,7 miliardi che sono in arrivo dall’Europa per il PNRR non siano sufficienti totalmente, ma se usati con attenzione potrebbe essere decisivi per un adeguamento tra Nord e Sud.

Festival di startup innovative

Bravo innovation Hub si dichiara “un acceleratore d’impresa” che decreta le più innovative startup del Meridione. C’è una giuria di esperti di vari settori che valuta le idee più attuali e utili. L’hub si svolge nel settecentesco Palazzo Guerrieri di Brindisi. Il “Bravo Innovation Hub Agrifood” ha premiato ciascuna azienda con 41.500 euro. Le startup innovative che hanno vinto sono dieci del settore agroalimentare. Ne andiamo a conoscere alcune tra le più interessanti.

La startup che estrae acqua dall’aria

Non stiamo parlando delle tute distillanti dei Fremen del Dune di Denis Villeneuve. Ci riferiamo al progetto Easy Drop 300 della Saba Technology, azienda siciliana. Il prodotto è capace di produrre acqua dall’umidità presente nell’aria, grazie a un processo termomeccanico e di assorbimento. Importante nei più vari contesti, ma potrebbe risultare determinante per i territori aridi di alcuni paesi poco industrializzati, dove la scarsità idrica è il principale ostacolo allo sviluppo agricolo.

Robot agricoltore o plastica dai funghi?

Altra vincitrice degna di nota è stata l’azienda calabrese Earthautomations che ha sviluppato un rover, ovvero un macchinario, capace di lavorare sia in automatico che tramite controllo wireless. Questo veicolo cingolato è capace di svolgere tutti i processi di manutenzione ordinaria di frutteti e vigneti. Altra startup interessante è Service Biotech (Campana) che ha realizzato un materiale innovativo a base biologica composto da scarti vegetali, come i funghi. Si tratta di una bioplastica, utilizzabile per il packaging di qualsiasi settore, totalmente riciclabile e a basso costo.

Startup con super-ingredienti

Grazie a una tecnologia criogenica i prodotti alimentari che sarebbero destinati alla spazzatura vengono trasformati in super-ingredienti. Questo è il progetto presentato dalla pugliese Newtra Food. In pratica gli scarti alimentari verrebbero trasformati in un prodotto simile alla farina che conserva il 100% dei valori nutrizionali, delle proprietà e addirittura del sapore e del gusto dell’alimento di partenza. L’ingrediente finale è una semplice polvere idrosolubile.

Un’accelerazione del Sud significa avanzamento per l’Italia

Queste startup innovative sono solo alcuni esempi di quello che può partorire il Meridione e che può giovare a tutto il Paese. L’opportunità dei fondi europei del PNNR è l’occasione da non perdere per ridurre il divario tra le due aree geografiche, favorendo uno sviluppo forte, durevole e innovativo. In questo modo torneranno anche gli investimenti stranieri sul nostro Paese e risulterà così più semplice attivare la crescita economica, offrire opportunità con nuovi lavori e dar vita a startup innovative e utili per tutti gli italiani e non solo.

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