Fra le risposte ai cambiamenti climatici, oltre al restauro e al ripristino degli ecosistemi degradati, ci sono anche interventi di tutela e mantenimento, come le aree protette. L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) definisce le aree protette come “uno spazio geografico chiaramente definito, riconosciuto, dedicato e gestito, attraverso mezzi legali o altri mezzi efficaci, per garantire la conservazione a lungo termine della natura.

Le aree protette assorbono carbonio e riducono gli eventi climatici estremi

Le aree protette sono “soluzioni naturali comprovate, verdi ed economicamente vantaggiose contro la crisi climatica”, si legge sul sito dell’IUCN. Le trasformazioni provocate dai cambiamenti climatici mettono a rischio l’approvvigionamento idrico e la pesca, aumentano le malattie e diminuiscono la produttività agricola. Le aree protette, invece, mantengono l’integrità degli ecosistemi e sono strumenti per il mantenimento sano delle risorse naturali essenziali, come l’acqua pulita. Inoltre, mitigano il clima locale e riducono i rischi e gli effetti degli eventi estremi come le tempeste, la siccità e l’innalzamento del livello del mare.

Gli ecosistemi svolgono anche un ruolo importante nel ciclo del carbonio. Innanzitutto evitano la perdita di carbonio già presente nella vegetazione e nel suolo. Si stima che almeno il 15% delle riserve mondiali di carbonio sia stoccato nelle oltre 180.000 aree protette del pianeta.
Inoltre, gli ecosistemi naturali assorbono annualmente più di 4,7 miliardi di tonnellate di carbonio, mitigando e riducendo le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla produzione di energia, dai trasporti e dalla conversione dei terreni.

Secondo lo studio “Le azioni per fermare la perdita di biodiversità in genere vanno a beneficio del clima”, “vi sono prove crescenti che la creazione di nuove aree protette e l’adeguata gestione di quelle esistenti sulla terraferma e in mare aiutano a mitigare i cambiamenti climatici attraverso la cattura e lo stoccaggio del carbonio”.

L’agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile e il Green Deal europeo pongono l’obiettivo di avere il 30% del territorio e del mare tutelato entro il 2030. Tuttavia, il traguardo è ancora lontano dall’essere raggiunto. Secondo i più recenti dati Onu, nel 2021 la copertura delle aree protette terrestri era del 15,7% , quello delle aree marine del 7,7%.

Come siamo messi in Italia?

In Italia le aree protette vengono distinte in parchi nazionali, aree naturali marine, riserve naturali marine, riserve naturali statali, parchi e riserve naturali regionali. Nel nostro Paese, le aree naturali protette sono 871 e nel complesso coprono il 21% di territorio e il 16% di mare. In Italia ci sono 25 parchi nazionali e 29 aree marine, oltre a 2 parchi sommersi e al santuario internazionale dei mammiferi marini.

Grazie ai parchi, l’Italia è infatti una potenza euro-mediterranea nella protezione della natura. Nelle nostre aree protette, è tutelato 1/3 della fauna e il 50% delle specie floristiche europee. La nascita dei parchi ha permesso di scoprire territori marginali che hanno ritrovato attenzioni e ricevuto risorse pubbliche. Le aree protette non hanno solo lo scopo di conservare la natura, ma promuovono anche lo sviluppo locale sostenibile. La rete dei parchi ha contrastato il dissesto idrogeologico e lo spopolamento.

 

Nel rapporto di Legambiente "Biodiversità a rischio 2022" si legge: "Le aree protette sono lo strumento più efficace per gestire gli spazi naturali, una funzione riconosciuta anche a livello globale, tant’è che la rete mondiale delle aree protette nasce proprio dalla necessità di diffondere questa modalità di gestione tra le più efficaci per arrestare i processi di degradazione e pianificare l’uso sostenibile del territorio".

Nei prossimi anni, l'Italia dovrà raggiungere l’obiettivo di tutelare il 30% del territorio e del mare entro il 2030. Secondo il rapporto di Legambiente, "ci sono parchi nazionali ma anche aree marine protette in attesa di essere istituite dove da anni si susseguono studi e approfondimenti scientifici per valutarne la fattibilità, ma esiste anche un lungo elenco di territori che si auto propongono per diventare parte del sistema delle aree protette".

Aurora Amendolagine

Aurora Amendolagine

Aurora Amendolagine, laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con un Master in Comunicazione Istituzionale. Lavoro in Rai da diversi anni. Ho collaborato con uffici stampa e testate online. Con BuoneNotizie.it partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista

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