Così governi e aziende rubano la nostra privacy (in nome della sicurezza)

di 10 Luglio 2010Luglio 12th, 2015Innovazione

La privacy di Twitter e Facebook è insostenibile. Lo ha detto il premier inglese David Cameron che ha minacciato di bloccare le aziende che non collaborano fattivamente coi servizi segreti. In Francia è appena passata una legge liberticida sulla privacy, in Spagna uguale, negli Usa ne sono passate quattro solo quest’anno e il Canada prova a fare lo stesso tra le proteste. In Italia il Jobs Act, stravolgendo lo statuto dei lavoratori, prevede il controllo a distanza degli strumenti digitali aziendali in possesso del lavoratore, dei badge e dei luoghi di lavoro senza concordarne modalità e limiti coi sindacati come avveniva prima. Perché tutto questo interesse per la gestione della nostra privacy? In fondo è una “cosa privata”, o no? Il motivo è presto detto: l’altra faccia della privacy è la sorveglianza. La sorveglianza è l’assenza di privacy. Chiaro, no? Se non è chiaro andiamo per gradi. La violazione sistematica della privacy è stato sempre uno strumento di potere Perché in grado di condizionare il comportamento altrui. Volete un esempio? Il Panopticon di Bentham, un progetto di istituzione carceraria somigliante al Colosseo, ma con le porte delle celle aperte verso l’interno e con una torre al centro da cui una … Continua a leggere →

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