Con il prossimo aggiornamento, Facebook risponde alla pandemia

Si chiama Neighborhood ed è un imminente aggiornamento di Facebook. È stato confermato da fonti di stampa, ma non ancora da Menlo Park, sede del più popolato social network del Pianeta che oggi conta 2,7 miliardi di utenti. Di cosa di tratta? Si tratta di un servizio che, all’interno del nostro account, connetterà le persone vicine. Lo farà grazie alla geolocalizzazione avviando piccoli gruppi nei quali scambiarsi informazioni, vendere oggetti, collaborare e organizzare piccoli eventi virtuali e in presenza.

Prendono rilevanza i legami più vicini

Il social network si muove con logiche di mercato e tenta, con questa mossa, una risposta alle app per la socializzazione di prossimità come Netxdoor. Allo stesso tempo Neighborhood (in inglese “vicinato”) è un tentativo di cavalcare i cambiamenti sociali imposti dall’evento pandemico: prendono rilevanza la comunità locale, il quartiere, le attività commerciali di prossimità. I legami, insomma, più vicini, viste le limitazioni di spostamento imposte dalle misure dei governi contro il Covid-19. Prosegue quindi lo sviluppo più recente della società di Zuckerberg verso interazioni più intime con l’introduzione di gruppi privati e il ridimensionamento dei profili personali.

Primi test in corso a Calgary

A rivelare la strategia del colosso americano sono stati alcuni guru dei social media, fra i quali l’informatissimo Matt Navarra. Hanno monitorato la fase di test in corso a Calgary (Canada), rilanciando alcuni screenshot che ritraggono pagine e funzionalità di questa nuova parte della piattaforma. La conferma ufficiosa della nuova funzionalità è arrivata anche da fonti interne a Menlo Park, come riportato dalla testata Bloomberg. Tuttavia non è arrivato l’annuncio ufficiale. Questo sviluppo conferma una tendenza che va consolidandosi per l’azienda americana: un ritorno alla connessione locale, un supporto alle piccole comunità che si attivano per l‘aiuto reciproco tra i membri.

Il mare dei gruppi locali

L’aggiornamento Facebook parte da un dato di partenza: la presenza di 70 milioni circa di amministratori di gruppi di vicinato già attivi sulla piattaforma, con il coinvolgimento di circa 1,8 miliardi di profili personali. Gruppi che si occupano di questioni  locali e che proprio nella vicinanza geografica dei propri membri traggono vitalità e forza. Con Neighborhood il colosso americano punta a questo serbatoio di utilizzatori, in crescita a causa della pandemia. Il Covid-19, infatti, ha rivitalizzato la necessità dei legami porta a porta per l’assistenza, il passaggio di informazioni di rilevanza superlocale, la conversione del commercio di quartiere in attività online.

Come funzionerà l’aggiornamento di Facebook

Neighborhood affiancherà le altre funzionalità principali nel menu dell’app: Marketplace, i Gruppi, gli Amici, le Pagine, e gli Eventi. I gruppi si attivano grazie alla geolocalizzazione, mettendosi in azione solo all’adesione di un numero minimo di partecipanti. L’utilizzatore privato verrà indirizzato al gruppo più idoneo per caratteristiche geografiche, senza la necessità di un amministratore/promotore: funzione che verrà gestita direttamente da Facebook.

Sarà possibile creare un profilo personale specifico per la sezione Neighborhood. Facebook potrebbe utilizzare lo strumento per spingere promozioni pubblicitarie iperpersonalizzate. Queste, tuttavia,  sollevano alcune perplessità in tema di protezione dei dati personali (in un momento già delicato per i colossi dell’informatica d’oltreoceano).

L’esperienza italiana

L’utilizzo di Facebook per l’avvio di comunità locali è prassi diffusa anche nel nostro Paese. In alcuni casi proprio la concentrazione geografica degli utenti è condizione rilevante e indispensabile, come nei gruppi “Sei di…”. Interessante vedere come queste esperienze troveranno nel nuovo strumento un’ulteriore spinta alla crescita per rispondere ancora meglio alle esigenze dei cittadini. Il tutto in una comunità che oggi cerca nei legami di vicinato risorse indispensabili per resistere all’emergenza sanitaria.

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