Ogni anno perdiamo 12 mila chilometri quadrati di foreste.

Tutto questo potrebbe finire grazie al legno creato in laboratorio. Secondo alcune stime del WWF dal 1988 al 2017 il nostro pianeta ha perso in media ogni anno una superficie di alberi di 12.000 km2. Stiamo parlando della deforestazione, fenomeno che, in alcune zone dell’America meridionale, ha assunto proporzioni catastrofiche. In quest’area geografica specialmente, si calcola la scomparsa di territorio boschivo pari a tre campi da calcio ogni minuto. Questo ha un impatto su molti fattori, tra i quali il cambiamento climatico ed è insostenibile per il nostro pianeta. Si può arrestare la deforestazione? Sì, con il legno artificiale, fatto in laboratorio.

La coltivazione di legno in laboratorio

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha recentemente pubblicato sul Journal of Cleaner Production una ricerca che mette in pratica la produzione di legno in vitro. Un team di scienziati americani è riuscito a far nascere e crescere del legno artificiale in un laboratorio senza luce solare o suolo. L’autrice principale dello studio è Ashley Beckwith che si è detta speranzosa sul fatto che un giorno il legno creato in questo modo possa integrare e sostituire la domanda di quello prelevato dai metodi forestali tradizionali.

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Da una cosa piccola un risultato enorme

La coltivazione del legno avviene grazie a un gel stampato in 3D che modella le cellule vegetali nella forma desiderata. Questo risulta particolarmente interessante specialmente nella realizzazione di strutture per l’edilizia e l’arredamento. La sperimentazione del team ha avuto inizio coltivando piccole strutture cellulari, utilizzando come modello una pianta di zinnia (una specie di margherita colorata del Messico) e ha avuto successo.

Il processo è simile a quello di cui recentemente si è parlato riguardo alla carne sintetica: coltivata da cellule animali vive. Nell’esperimento per il legno del MIT le cellule vegetali che sono simili alle cellule staminali, infatti possono diventare qualsiasi cosa a cui vengano indotte, come spiegato da Luis Fernando Velàsquez-Garcìa, ricercatore capo del progetto.

 

Legno in laboratorio

Tunable plant-based materials via in vitro cell culture using a Zinnia elegans model by Ashley L. Beckwith, Jeffrey T. Borenstein, Luis F. Velàsquez-Garcìa.

Perché scegliere il legno artificiale

Vi siete mai chiesti quanto materiale vegetale si utilizza di un raccolto? Secondo gli stessi ricercatori del MIT per la produzione di alcune fibre naturali si utilizza il 2-4% della materia vegetale raccolta. Per esempio di un albero si scartano foglie, cortecce e piccoli rami. Se questa ricerca confermerà i suoi primi esiti positivi, consentirà di controllare e regolare la quantità di materiale da produrre e usare, quindi si eviteranno sostanzialmente sprechi e materiale di scarto.

In una società sempre più frenetica un altro fattore decisivo è il tempo. Un albero che potrebbe essere utilizzato nella creazione di un tavolo impiegherebbe circa 20 anni per crescere, mentre il processo in laboratorio per lo stesso quantitativo di legno richiederebbe pochi mesi. Maggiore rapidità ed efficienza che consentirebbero inoltre minori costi economici e specialmente ambientali.

La ricerca e la forma delle cellule del legno artificiale

Questa tecnica ha un ulteriore punto a favore. Infatti è la prima tecnica in assoluto che consente di gestire agevolmente, decidendolo a priori, la stessa forma in cui le cellule si svilupperanno. Questo garantisce una manipolazione totale della coltivazione in base agli utilizzi. Il legno che ne esce non avrà però le venature che siamo soliti vedere in questo materiale, ma assumerà un aspetto simile alla struttura lineare di un truciolato o un composito.

Italia: positivi passi contro la deforestazione

Secondo i ricercatori la concreta realizzazione di legno in laboratorio potrà richiedere una decina d’anni per essere completata. Dobbiamo ricordare però che siamo diventati sensibili e attenti a proteggere i nostri territori boschivi, indipendentemente da questo sviluppo tecnologico. Infatti secondo i dati del Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC) del nostro Paese, la superficie forestale in Italia è notevolmente cresciuta negli ultimi anni, attestandosi al 38% del territorio nazionale (maggiore del territorio coltivabile).

Secondo le stime degli esperti il legno rappresenta un materiale chiave per la transizione ecologica e quindi sarà protagonista di ulteriori investimenti che porteranno a nuove ricerche tecnologiche come quest’ultima del MIT. Probabilmente il legno in laboratorio per evitare la deforestazione è solo di un piccolo passo per la scienza, ma di un grande balzo per il futuro del pianeta.

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