L’intelligenza artificiale continua a progredire nei più svariati campi di interesse umano. Anche nel mondo della medicina, l’IA ha contribuito a migliorare tecniche e cure specifiche.

Un’innovazione che fa discutere

L’innovazione tecnologica del secolo, ossia l’intelligenza artificiale, apre a questioni sul futuro dell’esistenza umana. Come scritto qui su BuoneNotizie.it in articoli precedenti, la capacità di macchine o sistemi informatici di simulare il comportamento della nostra specie preoccupa e non poco gli esperti del digital. Accademici e leader d’azienda, in ragione di ciò, hanno disperatamente chiesto alla comunità scientifica di arrestare il progresso volto a migliorare la ricerca sull’IA. Inoltre, ha preoccupare è anche la prospettiva di dispersione di determinate professionalità umane al raggiungimento di un’elevata ottimizzazione della produttività.

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Nonostante ciò, però, la disponibilità di dati in ambito medico è cresciuta esponenzialmente così come le fonti da cui provengono. Accanto alle informazioni tradizionali “strutturali”, rappresentabili in righe e colonne come avviene coi fogli di Excel o coi principali database, sono sempre più disponibili generalità non strutturate. Si stima che l’80% dei dati circa generati quotidianamente non sia strutturato. Gli algoritmi di intelligenza artificiale in ambito medico, insomma, sono usati per interpretare quest’enorme mole di informazioni e per identificare possibili relazioni di causa-effetto tra essi e le possibili patologie di cui un paziente soffre.

I campi d’utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina

Il campo nel quale si sono fatti più progressi in termini di utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dei medici è quello della diagnostica. Come scritto anche su MarioNegri.it, in questo settore esistono diverse sperimentazioni a base scientifica della loro affidabilità, in particolare nell’area oncologica, respiratoria e cardiologica. Mediante l’istruzione di un dispositivo tecnologico abile nell’interpretazione di immagini fornite per mezzo di radiografie, ecografie, TAC, elettrocardiogrammi e analisi di campioni biologici, è possibile identificare (con buon grado di efficienza) patologie tumorali, cardiovascolari, dermatologiche e respiratorie.

Un’altra area sulla quale si sta lavorando tanto e bene è quella legata ai sistemi di predizione. Questi supporti, grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sono in grado di identificare possibili patologie ancor prima che esse possano manifestarsi sul paziente. Ad esempio, grazie all’analisi degli elettrocardiogrammi e alla storia clinica del paziente è oggi possibile comprendere se una persona sia a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Strumenti simili, inoltre, permettono di anticipare con buona accuratezza, e in anticipo di 6 anni circa, lo sviluppo di un tumore al polmone.

Particolarmente interessanti, in conclusione, sono i sistemi basati su intelligenza artificiale a supporto dei medici. Essi sono in grado di suggerire l’approccio migliore o il giusto trattamento della patologia di un paziente. Il suggerimento derivante dall’IA, dunque, si basa su linee guida disponibili al momento e ricavate da evidenze scientifiche provenienti da pubblicazioni di riviste mediche internazionali. Non meno rilevante, infine, è l’uso dell’IA nello screening di numerose molecole con il fine di individuare quelle più promettenti, o da sottoporre a sperimentazioni cliniche.

Chat GPT e medicina: una collaborazione utile?

A differenza dei tipici strumenti di intelligenza artificiale in grado di interpretare linee guida, storie cliniche e dati, ChatGPT è un’innovazione ben differente. Utilizzando modelli linguistici di grandi dimensioni, infatti, è in grado di scrivere testi semplici e facilmente comprensibili. Quando si pongono delle domande, il sistema trova le parole con maggiore probabilità di essere affini a quelle che le precedono, rispetto ad altre che rimangono escluse. È un sistema, quindi, capace di redigere discorsi molto chiari, ma non necessariamente affidabili. In rari casi, purtroppo, è possibile incorrere in fake news o concetti lontani dalle reali situazioni che si stanno monitorando.

Tuttavia, le potenzialità restano comunque molte e significative. Al giorno d’oggi è possibile utilizzare Chat GPT per sintetizzare e semplificare referti, lettere di dimissioni o documenti complessi in un linguaggio ampiamente comprensibile da pazienti e familiari. L’IA è utile anche nell’organizzazione della documentazione medica specializzata di una qualsiasi struttura ospedaliera. Anche gli studenti, inoltre, possono sfruttare questo sistema di intelligenza artificiale per la loro formazione o come supporto allo studio in preparazione degli esami di settore.

Dunque, facendo un po’ il punto della situazione, è bene dire con chiarezza una cosa. L’intelligenza artificiale nel panorama della medicina è utile e di supporto a specialisti ed esperti. Negli ultimi anni si è ripreso a parlare di una parentesi inconclusa come quella appena affrontata: tecnologia e medicina. Il tutto grazie all’enorme produzione di dati e alla successiva straordinaria disponibilità di computer in grado di elaborarli. Sistemi di IA come Chat GPT hanno contribuito a sdoganare un argomento che prima appariva come un tabù, e che adesso accende ampi dibattiti. Un tema aperto sull’importanza di un’innovazione tecnologica tanto grande quanto rilevante.

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Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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