Coniuga solidarietà e rispetto dell’ambiente

By 22 Ottobre 2011 Magazine, Storie

Troy Cucchiara, tecnico idraulico residente nel New Mexico (uno degli stati nordamericani nei quali le precipitazioni sono molto scarse), dopo aver sperimentato, insieme alla famiglia, che risparmiare acqua ed energia senza stravolgere il proprio stile di vita, è fattibile, ha deciso di mettere la propria esperienza in fatto di risparmio idrico ed efficienza energetica al servizio degli altri, in particolare delle fasce sociali più deboli.


Dopo aver appreso che per un abitante di un paese in via di sviluppo è normale vivere con meno di 20 litri d’acqua al giorno, mentre negli USA il consumo medio di acqua è di circa 300 litri a testa al giorno, ha smesso di sprecare la preziosa risorsa partendo da se stesso. Grazie alla lunga esperienza professionale presso una ditta che si occupa di filtraggio e potabilizzazione dell’acqua e, soprattutto, grazie all’esperienza personale, dal 2006 Troy ha deciso di mettersi al servizio della propria comunità, attraverso un programma che trasforma gratuitamente le case di portatori di handicap, indigenti e anziani soli, in abitazioni sicure ed efficienti. Molti di loro non possono permettersi un idraulico o un elettricista …..

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No Comments

  • vittorio esposito ha detto:

    Bravo Troy Cucchiara il mondo ha bisogno di tanti e tanti come lui, dobbianmo constatare, nostro malgrado, che l’acqua è alle prese con tanti cacciatori di business da far rabbrividire, tanto è il mancato rispetto per l’ambiente e per l’umanità sull’altare del danaro.
    Se riusciremo ad unire la sensibilità sociale e l’ingegno li sconfiggeremo e vi sarà un futuro migliore per questo meraviglioso pianeta che ci è stato regalato e per le future generazioni.

  • Lazza ha detto:

    Concordo pienamente, ce ne vorrebbero di più di iniziative simili.

    Il discorso comunque si può fare altrettanto contando tutto il denaro PUBBLICO che viene sprecato annualmente per uffici statali e scuole: migliaia (o milioni?) di licenze software commerciali vengono acquistate e pagate profumatamente per fare meno di ciò che si potrebbe fare con il software libero e open source come i sistemi Gnu/Linux (con costi ridottissimi e devoluti al lavoro dei tecnici quindi nel “ciclo” economico italiano e non estero).

    Eppure i buoni esempi ci sono anche in Italia: vedi le esperienze fatte a Bolzano o a Gela. Certo, sono solo pecore bianche, la situazione complessiva è tragica.

    Scusate la parentesi, ma parlando di evitare sprechi anche economici mi sembrava doverosa.

    PS: no, non lavoro come tecnico per cui è un discorso disinteressato… o meglio interessato al bene dell’Italia intera. 😉

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