La lettura rende liberi

By 2 Maggio 2012 Cultura, Eventi, Magazine

Il progetto “Leggere Libera-Mente” nasce grazie all’iniziativa di alcuni operatori del carcere di Opera (Milano), convinti che la lettura e la scrittura siano un’importante occasione di crescita personale per i detenuti. L’iniziativa si riflette nei laboratori di lettura libera, lettura ad alta voce e scrittura creativa: tre momenti di un unico processo di “cura” attraverso il libro.

In carcere, dove gli spazi per un trattamento psico-educativo sono sempre più ridotti, dove la necessità e il bisogno di uno spazio di riflessione e di rielaborazione sono immensi, il libro può essere uno strumento d’ausilio e di supporto al trattamento.

Il progetto, promosso dall’associazione culturale CISPROJECT, presieduta dalla Dr.ssa Barbara Rossi,  si svolge in stretta collaborazione con il laboratorio di scrittura creativa diretto dalla Dr.ssa Silvana Cerruti e con la Casa di Reclusione di Milano-Opera, diretta da Giacinto Siciliano.

Lettura e cambiamentoafferma la Dr.ssa Barbara Rossi – vengono intesi come un processo evolutivo complesso che trae dall’esperienza del proprio disagio psicologico e dalla propria sofferenza (per la carcerazione, per i sensi di colpa legati al reato commesso, per la lontananza della famiglia, ecc.) gli stimoli al superamento degli ostacoli e dei vincoli che questa e quello generano”.

La lettura e il libro, allora, diventano strumenti di promozione della salute e del benessere personale e collettivo e il libro stesso strumento di terapia, favorendo una maggiore consapevolezza di sé, lo sviluppo del linguaggio e del pensiero creativo, con ricadute positive sulle relazioni interpersonali, sia all’interno che all’esterno del carcere.

Periodicamente, i risultati dei laboratori sono presentati sia alla popolazione detenuta che ai cittadini autorizzati, attraverso eventi ai quali sono invitati anche testimoni di eccezione. Questi eventi – che abbracciano anche altri contesti artistici, come il teatro, il cinema e la musica – sono momenti di incontro e confronto tra il mondo interno al carcere e quello esterno, capaci di aprire varchi di conoscenza inattesi, stimolando una riflessione condivisa sul valore della cultura in ambito sociale e clinico.

 

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