Riscoprire il proprio tempo con il "Festival dell’Ozio"

By 14 Giugno 2012 Eventi, Magazine

Ritrovare il giusto ritmo della vita, godere dei piccoli piaceri quotidiani, di gesti che a causa del ritmo frenetico della contemporaneità abbiamo dimenticato o non notiamo nemmeno più: è questo lo spirito della prima edizione del Festival dell’Ozio, organizzato dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, che si terrà Luvigliano di Torreglia, a pochi km di distanza da Padova, nel week-end del 16 e 17 giugno.

Leggere all’ombra ristoratrice di un loggiato antico, schiacciare un pisolino all’aria aperta, guardare le stelle. Ed, ancora, camminare nei prati e fischiare con i fili d’erba. Da quanto tempo non fate più queste cose? Proprio per riflettere sul ruolo dell’ozio e del riposo e dei piccoli piaceri quotidiani, il FAI ha organizzato queste due giornate nello splendido scenario della rinascimentale  Villa  Dei Vescovi (di sua proprietà).

L’ozio, nell’antichità, non aveva il significato negativo che si attribuisce al termine oggi: per i romani, era il momento del riposo, della ricerca intellettuale e culturale. In questo senso, il FAI vuole riproporre questo concetto.

Accanto a questi “consigli oziosi”, sono stati inoltre organizzati quattro serie di laboratori per esperire in maniera totale il senso delle piccole cose:

– “All’aria aperta”, con passeggiate, gite in bicicletta e sessioni di Thai-Chi e Yoga;

– “Laboratori” per riscoprire i giochi dimenticati, imparare l’arte dell’Origami ed approfondire i temi dell’orto e dei fiori;

– “Ristoro”, grazie anche alla collaborazione con Slow Food, in cui verranno proposti prodotti del territorio e piatti di tradizione paesana.

Inoltre, in entrambe le giornate, verranno proposti una ricca serie di eventi, come, per esempio, spettacoli teatrali e di giocoleria, sessioni di fotografia e di narrazione con ospiti illustri.

Incantevole, infine, è lo scenario che ospita l’evento: Villa dei Vescovi (nell’immagine sotto) venne costruita intorno alla metà del XVI secolo come luogo per coltivare l’intelletto e i piaceri della vita. Committente fu Alvise Cornaro, uomo di spicco della curia padovana e della cultura dell’epoca. La Villa – oggi di proprietà del FAI – ha aperto i battenti al pubblico nel giugno del 2011, dopo quattro anni di intensi restauri.

L’auspicio del Festival dell’Ozio, chiaramente, è quello di prolungare questa riflessione sul senso del tempo, e della sua fruizione, anche oltre il fine settimana del 16 e 17 giugno.

Immagine di copertina:  © Isabella Berardi

Immagine di Villa dei Vescovi:  © FAI

 

 

2 Comments

  • mari ha detto:

    che delusione.12 euro .attività nulle.solito rincaro sulle bottiglie e acqua in unk giornata torrida.

  • Isabella Cosima Berardi ha detto:

    Ciao Mari, anche io ci sono stata, pagando regolarmente il biglietto. In realtà, io le attività le ho fatte, come il laboratorio di Slow Food del mattino, in cui tre chef hanno spiegato dettagliatamente come realizzare pasta fresca dalla macinatura della farina al taglio della pasta. C’era anche la possibilità di portare a casa quanto realizzato, cioè circa 250 grammi di pasta fatta a mano. Inoltre, nel pomeriggio, è stata organizzata ad intervalli regolari la visita guidata della Villa, oltre agli incontri con gli autori. Per chi lo desiderava, inoltre, a disposizione per il pranzo a prezzi accessibili, circa 10 euro, un buffet con specialità Slow Food. Io non l’ho trovato affatto una delusione, bensì una giornata ben organizzata e ricca di spunti.

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