I comuni si affidano ai graffiti per riqualificare le aree degradate

Graffiti e murales per ridare dignità e decoro ad aree urbane abbandonate a se stesse, come sottopassi e cavalcavia, e, soprattutto, per valorizzare la creatività giovanile. L’Urban Art o Street Art diventa, anche in Italia, uno strumento che i Comuni utilizzano sempre di più per riqualificare aree dismesse o in stato di degrado e per offrire a giovani artisti di talento spazi su cui poter lavorare in modo legittimo.

“Murales per riqualificare muri di sottopassi e cavalcavia abbandonati a se stessi e per valorizzare la creatività giovanile”: è questo il senso della delibera approvata a Firenze, nell’ultima seduta di Giunta Comunale, dall’Assessore alle politiche giovanili Cristina Giachi. L’Assessorato alle politiche giovanili punta a promuovere l’Urban Art, mettendo a disposizione degli artisti tre aree individuate a Campo di Marte.

Il Comune di Firenze lancia un bando per affidare queste prime tre aree – il muro adiacente la Piscina Costoli, il sottopasso pedonale di piazza Alberti e il muro del cavalcavia di piazza Alberti – ad associazioni culturali che sappiano valorizzarle tramite murales o graffiti o altre forme di “Street Art” (o “arte di strada”). Questi spazi costituiscono solo un primo lotto, e, se l’iniziativa avrà il successo che ci si aspetta, gli spazi aumenteranno.

Le associazioni culturali potranno partecipare al bando con un proprio progetto artistico: i bozzetti saranno valutati in base alla qualità e anche alla capacità di gestione di una sorta di “diario-blog” con la descrizione delle attività che saranno svolte durante la fase di realizzazione dei progetti. Compito delle associazioni sarà quello di prendere in carico le 3 location e ricercare giovani writers residenti a Firenze per la realizzazione delle opere.

”Da tempo i writers ci chiedevano una modalità per poter lavorare in modo legittimo sui muri della città”, ha spiegato l’assessore Giachi, “e il risultato più importante di questa delibera non è tanto l’individuazione dei muri disponibili, quanto l’aver stabilito una procedura che consenta agli artisti interessati di superare le difficoltà burocratiche per le autorizzazioni”.

“I tre muri proposti” ha concluso l’Assessore alle politiche giovanili, “sono un primo esperimento, che speriamo funzioni e ci consenta di mettere definitivamente a punto il progetto”.

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