Fiorisce il dialogo interreligioso nella terra devastata delle stragi

By 24 Ottobre 2012 Magazine, Storie

La Nigeria ospita uno dei luoghi più magici del pianeta. La foresta di Osun-Osogbo, proclamata nel 2005 dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità è l’ultimo “bosco sacro Yoruba” rimasto intatto in tutta la nazione, a testimonianza dell’antica tradizione Yoruba di creare boschi sacri come templi, nelle immediate vicinanze di ogni insediamento abitato. Dalla città di Oyo, a pochi chilometri dalla zona sacra, un giovane e sorridente vescovo cattolico, Mons. Emmanuel Adetoyese Badejo,  ha lanciato una “sfida” ai nemici della convivenza pacifica in Nigeria.

In questa regione, dove  – riferisce l’agenzia Misna – vivono all’incirca due milioni di persone, per lo più di fede musulmana, questo coraggioso vescovo ha avviato un importante simposio dal titolo  “Violenze nel nome della religione: una preoccupazione per tutti”, sul tema del dialogo interreligioso quale unica via alla pace del vivere comune.

Il coraggioso vescovo conduce questa personale – e, al tempo stesso, molto universale – battaglia contro la violenza senza fine che era esplosa tra le genti locali. Egli identifica la causa  di questa violenza nella povertà, nella disoccupazione e nelle strumentalizzazioni della politica che, nelle parole di  Mons. Badejo,  “[…] cerca di far leva sul senso di appartenenza religiosa, per conquistare il potere politico a livello locale o nazionale”.

Negli ultimi mesi, la Nigeria ha tristemente guadagnato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo a causa della ripresa senza sosta degli scontri e degli attentati terroristici che stanno profondamente scuotendo il già precario equilibrio di questa splendida e complessa terra. Terra che oggi rivendica orgoglio e coraggio, le cui genti  nutrono la speranza nell’alterità, consapevoli della propria identità e fiduciosi nella promozione del dialogo interreligioso.

Qui, in questo luogo dove, le rive del fiume Osun bagnano boschi selvaggi incorniciati di statue, santuari, alberi scolpiti come opere d’arte, un sorridente monsignore, insieme a rappresentanti delle comunità cristiane e musulmane ha discusso della minaccia della violenza per la pace “soprattutto quando si sostiene siano commesse nel nome della fede”, dice il religioso.

In un documento approvato al termine del simposio, in merito agli attentati rivendicati dal gruppo armato Boko Haram, che sostiene di battersi per l’applicazione della sharia, il gruppo di lavoro ha tenuto a far sapere che “Boko Haram afferma di essere un gruppo islamico” – si sottolinea nel testo conclusivo – “ma le sue stragi sono condannate alla stessa maniera sia dai cristiani che dai musulmani”.

BBC Video festa di Osun-Osobgo

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