Carica batteria cellulare? Arriva il chip che la fa durare di più

di 20 Febbraio 2013Innovazione, Magazine

Potrebbero finire presto i problemi di carica della batteria del cellulare. In America è allo studio un chip wireless che aumenta le prestazioni energetiche.

I telefoni intelligenti sono ormai parte integrante della nostra vita, al punto che non riusciremmo più a farne a meno. Dal momento che questi device hanno un costo non indifferente, al fine di non ritrovarsi sul lastrico è bene sottoscrivere un abbonamento vantaggioso che ci permetta di ottenere il dispositivo desiderato in comodato d’uso. Per fare ciò occorre vagliare le migliori offerte con cellulare incluso, al fine di individuare la soluzione più vantaggiosa per noi che ci permetta di spalmare il costo dello smartphone in 24-30 mesi.

Grazie agli smartphone, poi, sarà possibile navigare su internet, postare contenuti sui social e chattare con i propri amici, così come effettuare pagamenti senza bisogno della carta di credito. I nuovi cellulari sanno quindi fare tutto, ma hanno un grande difetto: la batteria dura poco. Tenere attive tutte le funzioni consuma molta energia, e siamo costretti per questo ad avere sempre con noi il caricabatterie. Ma la soluzione potrebbe arrivare a breve, dalla Columbia University e dal MIT.

I due prestigiosi atenei stanno studiando una nuova tecnologia a base di grafene, per realizzare un chip capace di aumentare le prestazioni degli smartphone, ma anche dei tablet e dei pc. Installato all’interno del cellulare, il dispositivo è capace di emettere e ricevere segnali wireless per ore senza ricarica.

Il chip verrà realizzato in modo tale che possa essere alimentato anche con la luce solare, il calore o le vibrazioni. Per farlo però saranno necessari ulteriori studi e applicazioni sperimentali, soprattutto per raggiungere un funzionamento efficiente anche in presenza di bassa alimentazione, oltre che per ridurre le dimensioni.

Ricerche analoghe sono in corso dall’altra parte degli Stati Uniti, alla University of Southern California, dove il materiale impiegato non è però il grafene ma il silicio, già protagonista del boom dell’elettronica degli ultimi venti-trent’anni. In questo caso, i ricercatori puntano alla velocità di ricarica, che avverrebbe nel giro di soli dieci minuti. Qualsiasi università arrivi per prima al brevetto, di certo c’è l’interesse delle case produttrici di smartphone per tutte le soluzioni che possano rendere i loro prodotti davvero perfetti.

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