Asta di oggetti dei vip per progetti umanitari: premio di prestigio per l'idea di Charity Stars

By 12 Dicembre 2013 Innovazione, Magazine

Che cosa lega il vestito indossato da Alessandro Cattelan alla terza puntata di Xfactor 7 alla campagna contro l’Hiv promossa dall’Associazione CESVI? La risposta è Charity Stars una startup che metta all’asta esperienze e oggetti dei vip per contribuire alla realizzazione di progetti umanitari nel mondo. 

Un’idea semplice che ha convinto la giuria del contest organizzato da 360 Capital Partners e che ha premiato i fondatori di Charity Stars con un lauto assegno da 360mila dollari. L’intuizione è di un giovanissimo imprenditore di 26 anni, Francesco Nazari Fusetti, già salito alla ribalta delle cronache economiche per essere tra i fondatori di ScuolaZoo.com, un riuscitissimo progetto del 2007, nato come portale di video sharing dedicato alla scuola ma che, oggi, è diventato un colosso che vanta una media di 2,3 milioni di utenti unici al mese, 930mila fan su Facebook (dati maggio 2013), 40 dipendenti e un fatturato di oltre 3,5 milioni di euro.
Concettualmente Charity Stars nasce nel 2010 quando Fusetti si accorge della mancanza di un spazio di mercato dove poter comprare memorabilia di personaggi famosi. L’idea, però diventa matura solo nel giugno 2013, quando viene lanciato il sito. Da allora, non ha smesso di crescere ed entusiasmare i business angles.
In questo video Francesco Nazari Fusetti racconta il progetto di business di Charity Stars, il suo funzionamento e le ambizioni future.

Charity Stars piace perchè combina i valori del mondo non profit con la flessibilità di una start-up improntata sulle nuove tecnologie e, Fusetti stesso dichiara “in soli 5 mesi abbiamo raccolto oltre 58mila€ coinvolgendo 50 testimonial e 29 onlus tra cui WWF, Save the Children, Emergency, Telethon e molti altri”.

Lungi dall’essere un mero spazio filantropico, Charity Stars trattiene il 15% della somma raccolta per ogni asta. Ma ben venga questa (per la verità non troppo originale) iniziativa che fa perno sulla voglia della gente comune di possedere oggetti (ma anche vivere esperienze esclusive) che li leghi a qualche celebrità, più o meno nota. Insomma, se è vero che il fine giustifica i mezzi, allora Charity Stars è un riuscito strumento (commerciale), utile a concretizzare la filantropica progettualità delle Onlus capace di alleggerisce portafogli e coscienze dei donatori dietro al sempre efficace motto “della buona causa”.
Generosità sì indotta, ma pur sempre concreta.

 

 

 

 

 

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