Camminare è l’attività maggiormente praticata negli ultimi anni e può diventare ancora più piacevole svolgerla durante un viaggio. Infatti il secondo rapporto di Isnart e Legambiente, riporta che il 18,5% di italiani hanno fatto trekking durante le vacanze in Italia.

Uscendo dalla penisola troviamo altre mete fantastiche da raggiungere a piedi come il Campo Base dell’Everest, la cima del Kilimanjaro o il Cammino Inca in Perù. Il viaggiatore in questi luoghi non solo prova piacere nel camminare all’aria aperta, ma intraprende anche un una sfida con se stesso, una crescita personale e culturale: Le cose meravigliose nella vita – disse Reinhold Messner, il primo uomo ad aver effettuato l’ascesa dell’Everest senza apporto di ossigeno – sono le cose che fai, non le cose che hai”.

Nepal: Everest Base Camp

Il trekking per il Campo Base dell’Everest è considerato uno dei più belli di sempre perché, raggiungendo la meta, è possibile ammirare la montagna più alta della Terra che, tra l’altro, fa parte delle Seven Summit, le cime più elevate di ogni continente: raggiungere tutte le vette è considerata un traguardo alpinistico.

Si parte da Kathmandu, la capitale del Nepal, verso il minuscolo aeroporto di Lukla, che è considerato il più pericoloso al mondo, a causa della sua breve pista delimitata da un lato da un burrone e dall’altro dalla montagna. Il piccolo piper su cui si vola, atterra sulla pista dove, non appena si scende dal velivolo si incontra la popolazione Sherpa che abita la zona del Khumbu.

Questi piccoli, ma forzuti uomini, trasportano i bagagli pesanti, proprio per questo, la valigia principale che all’inizio del trekking viene affidata a loro, non deve pesare più di 15 chili. Gli Sherpa accompagnano i trekker durante tutto il tragitto, da 2860 metri di altitudine, fino ai 5400 metri circa.

Gli Sherpa del Khumbu

Gli Sherpa del Khumbu. Trekking per il Campo Base dell’Everest. Nepal, 2016. Foto di Giorgia Tirocchi

Il trekking non è impegnativo a livello tecnico,  si tratta di lunghe passeggiate giornaliere tra piccoli villaggi di colore blu incantevoli, musica tibetana e cultura locale.  Per la notte ci si ferma in lodge attrezzati dove è possibile rifocillarsi anche con un bel piatto di pasta al pomodoro o pizza.

Raggiungere il campo base da cui partono tutti gli alpinisti per arrivare in cima alla montagna più alta del mondo non è difficile al livello tecnico, è però una sfida con se stessi per via dell’ossigeno che va mano mano diminuendo. La stessa situazione respiratoria, il viaggiatore la trova quando prova a conquistare la cima di una delle Seven Summit, quella africana, il Kilimanjaro, attraverso un altro dei trekking più belli del mondo.

Marango Route: il trekking che porta alla cima del Kilimanjaro

Al contrario del trekking in Nepal, quello in Africa è più impegnativo a livello fisico poiché, non solo si rischia il mal di montagna ma, essendo un vulcano, il Kilimanjaro sale repentinamente e per questo il fiato si spezza in continuazione.

Durante il trekking non si incontrano popolazioni locali, ma solo i “portatori” a cui viene affidato il bagaglio principale del visitatore inoltre, quest’ultimi si occupano anche di preparare la cena alla fine di ogni tappa. L’ultimo stop dura meno degli altri visto che la sveglia suona alle 23 e il raggiungimento della vetta, da cui è possibile vedere la curvatura del mondo, è prevista all’alba.

l'ultimo sforzo

L’ultimo sforzo prima di arrivare in vetta. Tanzania, 2017. Foto di Giorgia Tirocchi

Questo trekking può essere considerato uno dei più belli al mondo soprattutto da chi raggiunge la cima perché, nonostante la strada per arrivare in vetta sia magnifica, la vera emozione la si prova durante gli ultimi passi che portano al punto più alto d’Africa da cui è possibile vedere persino la curvatura del mondo.

Raggiunta la vetta

In vetta, sulla cima più alta del Kilimajaro. Tanzania, 2017. Foto di Giorgia Tirocchi

Il mal di montagna può impedire l’ascesa

Per quanto riguarda invece, l’altitudine, il mal di montagna potrebbe bussare presto alla porta e impedire al viaggiatore di proseguire questa magnifica esperienza a causa di mal di testa atroci, nausee e perdita di coscienza. L’unica soluzione al problema, che permette di migliorare la situazione e rinvenire, è scendere di quota. Il turista che si reca ad altitudini elevate inoltre deve munirsi obbligatoriamente di Diamox, un coagulante per il sangue, che dovrebbe prevenire i sintomi. Mentre, sull’Himalaya e in Tanzania si prendono questa tipologia di medicinali, in Perù, per altri dei trekking considerati più belli del mondo si beve Maté de coca, un infuso fatto appunto, con le foglie di coca.

mal di montagna durante l'ascesa alla vetta del Kilimanjaro

Il mal di montagna ha preso il sopravvento. Tanzania, 2017. Foto di Giorgia Tirocchi

Anche in Perù non mancano trekking mozzafiato

Il Perù è conosciuto soprattutto per ospitare una delle sette meraviglie del mondo moderno: il sito archeologico di Machu Picchu. Il Paese però, non offre solo questo al visitatore, ma alcuni dei trekking più belli al mondo come il Cammino Inca o quello che si fa per arrivare a Vinicunca, la “Montagna Arcobaleno”.

Il primo consiste in 4 giorni di percorso e tre notti di campeggio e attraversa 39 chilometri di sentieri che gli Inca hanno costruito centinaia di anni fa. Il trekker, come in Nepal e in Tanzania, è accompagnato da un’equipe locale composta da guide, cuochi e facchini durante tutto il percorso. L’obiettivo principale è raggiungere l’Intipunku, la porta di Machu Picchu, che solo i turisti che arrivano al sito archeologico attraverso il Cammino Inca possono vedere.

La meraviglia moderna del Perù è il punto d’arrivo di più di dieci trekking tutti meravigliosi che attraversano siti antichi, giungla, paesaggi andini mozzafiato ma, il Cammino Inca è considerato il migliore in assoluto.

I trekking più belli di sempre

Cammino Inca. Perù

Se non arrivi alla fine, vedi la metà di ciò che dovresti

Masticando foglie di coca o continuando a bere infuso di Maté, il turista che si trova già in quota parte la mattina presto da Cusco per un’avventura senza precedenti: il trekking che porta alla “Montagna dai Sette Colori”, non solo è uno dei più belli del mondo ma, alla fine sprigiona tutta la magia e la bellezza che la natura esprime in tutte le sue forme.

Il trekking per raggiungere la Montagna arcobaleno

Vinicunca, la montagna dai sette colori. Perù

La Vinicunca o “Montagna Arcobaleno” si trova a 5200 metri ed è possibile raggiungerla attraverso una bellissima passeggiata di cinque o sei ore a piedi o a cavallo; finora questo luogo magico era sfuggito al turismo di massa e solo dal 2016  in molti sono accorsi dinanzi la sua bellezza.

Il Viceministro del Turismo peruviano ha avviato un progetto che coinvolge le comunità locali con l’intento di aiutarle economicamente, attraverso i benefici derivanti dal turismo, che consentono loro di reinvestire in attività produttive per la comunità.

Giorgia Tirocchi

Giorgia Tirocchi

Giorgia Tirocchi, aspirante pubblicista, amo raccontare i miei viaggi tramite i miei scatti e le mie parole. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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