La seconda prova della maturità 2022 si svolgerà giovedì 23 giugno a partire dalle 8 e durerà 6-8 ore, a seconda dell’indirizzo di studi. La prova sarà valutata con un massimo di 10 punti, che sommati al punteggio della prova di italiano (massimo 15), il colloquio (massimo 25) e i crediti formativi (massimo 50), determineranno il voto finale dell’esame di Stato. Oltre al ripristino degli scritti, la novità di quest’anno riguarda proprio la seconda prova, infatti il MIUR ha deciso che saranno gli stessi docenti e non il Ministero, come avveniva fino al 2019, a redigere le tracce della prova da somministrare, sulla base di quello che è stato il programma realmente svolto nel corso dell’anno scolastico. Vediamo come funzionerà e quali sono i suggerimenti utili per affrontarla al meglio.

Il secondo scritto sul programma svolto

“La seconda prova degli esami di Stato sarà tarata sui ragazzi, nell’ottica di facilitarli con una consegna rispondente alle competenze acquisite durante l’anno”, spiega Gabriella Chisari, dirigente del liceo “Galilei” di Catania e collaboratrice della “Tecnica della Scuola”, una rivista quindicinale dedicata al mondo della scuola. “Le commissioni non metteranno in difficoltà i ragazzi, si terrà conto della programmazione di dipartimento e ogni classe lavorerà autonomamente, senza possibilità di uniformare le prove sul territorio nazionale. Una prova ordinaria sarebbe stata più complessa da affrontare dopo questi ultimi 3 anni trascorsi in modo straordinario, dunque il ministro ha tenuto conto di quanto svolto l’anno scorso, seppure la maturità 2022 sarà diversa dalle due precedenti, in quanto cercherà di tornare alla normalità.”

La seconda prova della maturità 2022  e come affrontarla

Secondo Giovanni Giangiobbe, assistente didattico della Fondazione Collegio Europeo di Parma (istituto post-universitario di studi europei) e uno dei tutor più richiesti dagli utenti del portale di ripetizioni di “Skuola.net”, gli studenti dovranno seguire semplici regole per prepararsi e affrontare al meglio la seconda prova.

  • niente paura, forza e coraggio
  • esercizio
  • concentrazione sulle materie più ostiche
  • lavorare sui punti deboli
  • gruppi studio
  • nessuna fretta davanti alla traccia
  • ottimizzare il tempo
  • respirazione nei momenti di panico
  • rileggere il compito 3 volte prima della consegna

Secondo l’esperto, il fatto stesso che gli studenti abbiano superato le difficoltà di questi ultimi due anni deve generare in loro la consapevolezza di farcela ancora, anche nello svolgimento della seconda prova. Sicuramente l’esercizio sarà fondamentale per la preparazione, diversa rispetto a un orale, dove si tratta di una semplice ripetizione degli argomenti. Nella seconda prova, invece, serve esercizio, e cita come esempio il latino per il classico. Uno studente che conosce bene le regole della grammatica latina, ma non si esercita regolarmente, non avrà sicuramente un buon risultato, quindi l’esercizio deve essere alla base della preparazione.

L’esercizio in gruppo e l’ottimizzazione del tempo

L’esercizio, secondo l’esperto, tornerà utile anche per concentrarsi maggiormente sulle materie più ostiche e, a tal proposito, molto indicata sarebbe la divisione in gruppi di studio con i propri compagni, per raggiungere lo stesso obiettivo e motivarsi a vicenda. Una volta davanti alla traccia non bisogna farsi prendere dal panico, ma dedicare almeno 25 minuti alla lettura (minimo 3 volte) della stessa, sottolineando gli elementi fondamentali, analizzando e comprendendo la sua struttura. Ottimizzare il tempo significa dare precedenza ai quesiti che si conoscono e poi tornare sulla parte problematica, proprio per evitare che questa penalizzi l’intero compito. Per affrontare le crisi di panico l’esperto consiglia di giare il foglio, contare fino a 10, inspirando ed espirando. Una volta ristabilita la tranquillità il blocco scomparirà e le risposte torneranno in mente.

L’ultimo aspetto fondamentale della seconda prova è la rilettura (almeno 3 volte) prima della consegna, con spirito critico, facendo finta che quel compito sia stato scritto da un altro. Un metodo, quest’ultimo, importante per la crescita personale e professionale degli studenti perché stimola lo sviluppo del proprio pensiero critico partendo da se stessi.

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Francesco Bia

Docente di lettere e aspirante pubblicista. Ho collaborato per sei anni con due settimanali locali scrivendo di attualità, cultura, spettacolo, cronaca e sport. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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