Le vacanze sono giunte al termine per molti. Con la fine dell’estate, ritornare alla solita routine lavorativa è spesso mentalmente impegnativo. Che si lavori in ufficio o da casa in smart-working – modalità lavorativa dilagante dalla pandemia – in aiuto, c’è un alleato che rende più piacevole lo svolgimento delle attività: la musica. Dai dati sembra infatti che sia cresciuto il numero di persone che la ascoltano come sottofondo mentre svolgono le loro mansioni quotidiane.

Le melodie non solo coprono i rumori esterni, ma aiutano a tenere alta la concentrazione, alleviare lo stress e rendere più piacevoli gli incarichi da svolgere. Proprio sul legame tra musica e lavoro, sono state condotte alcune ricerche dalle Università statunitensi di Cornell, Illinois e di Cambridge. Da questi studi sono emersi i generi più adatti da ascoltare mentre si lavora, il volume più indicato e quali effetti la musica provochi sul sistema cognitivo.

Musica, compagna di vita: i benefici

La musica, spesso compagna di una vita, è un antidolorifico naturale capace di donare molteplici benefici riscontrabili sull’umore. Non solo migliora il proprio stato d’animo, ma regola anche il battito cardiaco, la respirazione, la pressione sanguigna ed equilibra i livelli ormonali, soprattutto quello del cortisolo, ormone dello stress.

Protagonista di azioni quotidiane come la spesa, lo shopping e l’attività fisica, è un’ottima alleata anche nelle ore lavorative e proprio i ricercatori Kevin Kniffin, Jubo Yan, Brian Wansink e William Schulze, dell’Università statunitense della Cornell, hanno scoperto che in molti uffici melodie allegre creano un’atmosfera lavorativa più accogliente.

In generale la musica stimola la produttività e la creatività e pertanto è sempre più utilizzata negli uffici, anche se non è sempre concessa in quanto in determinate realtà è esclusa per via della politica aziendale interna.

Ascoltare musica mentre si lavora: tra volume e generi

La ricerca dell’Università dell’Illinois – pubblicati sul Journal of Consumer Research  – ha rilevato come la musica influenzi il cervello nelle attività creative e di apprendimento e come si dovrebbe ascoltarla al volume di circa 70 decibel mentre si svolgono attività lavorative. La musica sembra influenzare i processi di apprendimento e a comprovarlo sono diversi studi scientifici di psicologia cognitiva.

Per quanto riguarda i generi, secondo un ricerca condotta dall’Università di Cambridge, circa il 48% dei lavoratori preferisce la musica strumentale, in quanto ascoltare le parole dei testi potrebbe confondere mentre si lavora.

In linea generale tracce rilassanti sono consigliate per coloro che svolgono mansioni creative. Diversamente  per le professioni ripetitive, come ad esempio inserire pratiche o rispondere alle e-mail, sono invece indicate canzoni più ritmate.

Musica mentre si lavora: abitudine in crescita, i dati italiani

Se la musica è ascoltata in ufficio, è un alleata anche per il lavoro in smart working. A livello italiano, da uno studio condotto da Linkedin e Spotify emerge in generale come sia un alleato di molti durante l’orario di lavoro.

La percentuale italiana è dell’85% e supera la Spagna (83%) e la Francia (73%). La maggioranza dei lavoratori italiani (56%) affermano che la musica li rende produttivi, aumentando la loro concentrazione, mentre il 39% ritiene che sia una fonte di rilassamento. Grazie a questa ricerca si è scoperto che gli uomini ascoltano  più musica rispetto alle donne, ovvero l’87% contro l’83%.

Leggi anche:

Quando la musica è terapia, oltre il Covid e la guerra

Musica e guerra: le canzoni sono ancora un’arma per la pace

Monia Carriero

Monia Carriero

Determinata, sensibile e dinamica, forze motrici che muovono in me la curiosità di sapere e di riportare! Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. Stay tuned =)

Vuoi diventare giornalista?

Sei un aspirante pubblicista, ma non hai ancora trovato editori disposti a pagare i tuoi articoli?

Scopri di più