Tutti hanno fantasticato con la mente almeno una volta nella vita mentre si sta facendo altro. Sognare ad occhi aperti (daydreaming in inglese) è un atto molto più complesso di quanto sembra perché tocca diverse aree del cervello umano. Non è solo un passatempo, ma è un’attività positiva che migliora l’umore, la memoria e l’apprendimento. Aiuta anche la creatività. Ma cosa succede esattamente al cervello quando si viaggia con la mente? L’Istituite of Technology della Georgia ha svolto uno studio, pubblicato in Science. Lo studio ha analizzato come alcune parti del cervello umano siano correlate con la tendenza a vagare con la mente nella vita quotidiana.

Sognare ad occhi aperti, le parti del cervello coinvolte

Quando un individuo durante un’attività inizia a vagare con la mente con pensieri che non c’entrano nulla con ciò che sta facendo in quel momento si parla di vagabondaggio mentale. La parte del cervello coinvolta in questi vagabondaggi mentali si chiama DMN (default mode network). Ovvero: reti neurali che si attivano quando il cervello è a riposo e si disattivano quando deve svolgere attività in cui è richiesta attenzione. In genere, il vagabondare con la mente era considerata come una conseguenza negativa dell’incapacità di mantenere l’attenzione. Ma lo studio ha messo in evidenza i suoi lati positivi.

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Si è scoperto che il tratto mentale vagante è correlato in modo positivo alla creatività. Dunque, un maggiore vagare mentale durante le fasi di riposo è associato a migliori prestazioni nelle attività. Il DMN coinvolge due meccanismi. Il primo è FPCN (rete di controllo frontoparietale), costituito da regioni di controllo esecutivo nei compiti cognitivamente impegnativi e orientati agli obiettivi. Il DMN e il FPCN sono correlati tra di loro in base alla tendenza del vagabondaggio mentale: maggiore è questa tendenza, maggiore è loro correlazione. L’altro è DAN (rete di attenzione dorsale), coinvolto nella soppressione dei processi di divulgazione della mente al fine di mantenere l’attenzione sull’ambiente esterno.

Insomma, sognare ad occhi aperti è una qualità positiva. La ricerca ha dimostrato che le persone raggiungono un punteggio più alto e risultati migliori quando vagano con la mente. I contenuti del vagabondaggio sono due: pianificare eventi futuri e raggiungere obbiettivi imminenti.

Un modo per trovare soluzioni alternative ed essere felici

Le persone sognano ad occhi aperti per scappare dalla realtà lasciando per qualche istante la vita quotidiana, soprattutto se sono annoiati e stressati. Lo studio ha stabilito, poi, un legame tra la memoria e il vagabondaggio mentale. Maggiore è il vagabondare, maggiore è la capacità nel memorizzare, soprattutto nei lavori più impegnativi.

Il Cambridge Dictionary definisce il daydreaming come quell’attività di pensare a cose piacevoli che si vorrebbero fare piuttosto che pensare a ciò che sta accadendo ora. Più nello specifico, il daydreaming è un modo di immaginare delle situazioni alternative, con riscontri positivi sulla propria vita. Una persona può decidere di cambiare qualcosa, come uno stato d’animo o un progetto. Quindi, sognare ad occhi aperti è terapeutico perché spinge un individuo a cercare sicurezza e felicità per superare situazioni difficili.

Però, senza esagerare, la fantasia non deve occupare totalmente la vita quotidiana.

Sognare ad occhi aperti aiuta a calmare lo stress

Si tende a considerare coloro che sognano ad occhi aperti come persone distaccate dalla realtà. Gli psicologi Stevens Lynn e Judith Rhue hanno confermato il contrario. Chi sogna ad occhi aperti ha una personalità più creativa ed è più intelligente. I giovani fantasticano di più perché vogliono immaginare il proprio futuro, a differenza degli adulti che non hanno il tempo per farlo.

Insomma, sognare ad occhi aperti non è solo una scappatoia per allontanarsi dalla realtà, anzi è molto di più. Ci permette di vivere meglio senza stress o noia. Ci aiuta a rilassare e a liberare il nostro io interiore. Ovvero capire le proprie emozioni e i propri sentimenti. È un modo per capire chi siamo e cosa vogliamo, concentrandoci sulle cose a noi importanti. Sognare ad occhi aperti è saper ascoltare noi stessi.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma. Scrittrice del libro "Desiderio", pubblicato con la casa editrice, "RosaBianca Edizioni.

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