Dormire sprofondati nel silenzio della natura in chalet di legno con il soffitto trasparente per ammirare il cielo stellato appartiene ormai ai viaggi di lusso in varie parti del mondo. Da quando lo stress ha cominciato ad essere una causa dei disturbi del sonno per molte persone, la moda degli skyview chalet (letteralmente “capanne con vista cielo”) si è diffusa, in modi differenti, in tutta Italia.

Dati forniti dall’Associazione Italiana Medici del Sonno (AIMS) rivelano che in Italia circa 13 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno. Il 30% degli insonni sono persone sopra i 55 anni e il fenomeno affligge più le donne che gli uomini. Studi medico-scientifici dimostrano che dormire “poco e male” può causare seri disturbi al cuore, al cervello e al sistema immunitario. Una delle cause principali dell’insonnia è lo stress e per combatterlo va rallentata la vita frenetica.

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Aumenta la vendita di farmaci per i disturbi del sonno

Negli ultimi dieci anni in Italia la vendita di prodotti farmaceutici per migliorare il riposo notturno è aumentata del 155%. Nel 2013 la vendita dei farmaci si aggirava sui 4 milioni, nel 2023 è salita a 10 milioni. Gli americani spendono 400 miliardi di dollari l’anno per curare i disturbi del sonno, i giapponesi 138, la Germania 60, il Regno Unito 50 e il Canada 21. L’impennata costante delle vendite riguarda anche gli integratori vegetali. Questi proteggono il sistema nervoso, come la vitamina E che cura le cellule infiammate o ossidate dallo stress.

L’associazione medica AIMS propone istruzioni pratiche di “igiene del sonno” che includono la dieta, il comportamento e l’ambiente. A livello mondiale le dissonnie minacciano la qualità della vita del 45% della popolazione. Studi rivelano che sia l’inquinamento acustico nelle città che la prolungata esposizione alle luci artificiali dei dispositivi elettronici arrechino uno squilibrio al ritmo circadiano del sonno (ciclo sonno-veglia).

Il rimedio naturale degli skyview chalet: dormire sotto le stelle, sì ma comodi

Il primo a ideare un luogo chiuso dove dormire e, al tempo stesso, ammirare il cielo stellato è stato l’architetto designer statunitense Brooks Stevens, nel 1948. Una società ferroviaria privata, che copriva la rotta Milwakee Road, incaricò il designer di progettare delle carrozze da cui i passeggeri potessero ammirare il paesaggio. Brooks Stevens progettò delle carrozze treno-letto con il 90% di finestre in vetro che arrivavano a formare il soffitto del vagone.

Nel 2000 gli inglesi, riprendendo tradizioni storiche del passato, lanciano i glamping, degli sleep retreat, strutture di tende o altri materiali funzionali al relax, dove poter dormire sotto le stelle comodamente evitando le scomodità della vita del camping. La parola glamping infatti nasce dall’unione di glamorous e camping: ovvero un campeggio di lusso.

Skyview chalet. Foto di Andrea Davis, Unsplash.

Skyview chalet. Foto di Andrea Davis, Unsplash.

Con i social media il fenomeno è diventato di tendenza popolare. Gli sleep influencer consigliano come calmare la mente e conciliare il sonno: dal letto in posizione finestra, le lenzuola fibre naturali, mobili di legno, evitando strutture di metallo che producono interferenze energetiche dannose per il riposo. Così troviamo sul web mappe destinazioni “buon sonno” con informazioni su dove passare i week-end lontani dal frastuono urbano dormendo sotto il cielo stellato.

Dormire sotto le stelle concilia il sonno. Le strutture che prevedono camere da letto fornite di vista sul cielo stellato si moltiplicano: dagli esclusivi skyview chalet, alle camere di hotel con ampi affacci, passando per cottage e capanne muniti di vetrate. E c’è chi si accontenta, per combattere l’insonnia, di mettere un materasso sul balcone, accompagnato da un bicchiere di vino rosso, ricco di resveratrolo, una molecola che sfiamma l’infiammazione delle cellule ossidate dallo stress e concilia il riposo. Dal glamping al balcone, si può trovare la giusta cura per l’insonnia, ammirando le stelle.

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Lucia Massi

Avvocato, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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