Nell’era di internet, la buona notizia è che l’offerta formativa è cresciuta esponenzialmente, permettendo a chiunque di apprendere qualsiasi cosa dalla propria scrivania, a volte però destreggiarsi tra le migliaia di corsi disponibili non è facile.
Anche per chi aspira a diventare giornalista o pubblicista, l’offerta è ampia e variegata. Facciamo dunque chiarezza sulle strade da percorrere per diventare, un giorno, professionisti dell’informazione.
Giornalista professionista o pubblicista?
In Italia, esistono due categorie principali di giornalisti: i professionisti e i pubblicisti. I giornalisti professionisti sono coloro che esercitano l’attività giornalistica in modo esclusivo e continuativo. Per loro, ai fini dell’iscrizione all’albo, è necessario superare l’esame di Stato.
I pubblicisti, invece, svolgono l’attività giornalistica in modo non esclusivo e possono avere altre occupazioni. Anche loro devono iscriversi all’albo, ma i requisiti sono meno stringenti rispetto a quelli per i professionisti.
La professione è regolata dalla Legge 69/63, che stabilisce i requisiti per l’iscrizione agli albi professionali. Nel 2023, è stata proposta una riforma dell’Ordine dei Giornalisti che prevede l’introduzione della laurea e della formazione obbligatoria anche per i pubblicisti, rendendo più omogeneo il percorso formativo per entrambe le categorie.
La formazione è fondamentale per sviluppare quella capacità di analizzare criticamente le fonti, di scrivere con chiarezza e di comprendere le dinamiche dei media digitali, competenze essenziali che possono fare la differenza tra qualità e improvvisazione.
I corsi in Italia per diventare giornalisti
Ma quali sono i percorsi per diventare giornalista?
Molte università italiane offrono corsi di laurea triennali e magistrali, tra cui l’Università di Bologna (Corso di laurea in scienze della comunicazione), l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Corso di laurea in comunicazione e media contemporanei per le industrie creative) e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (Corso di laurea in comunicazione, tecnologie e culture digitali).
Ma anche scuole riconosciute dall’ Ordine dei giornalisti come la Scuola di Giornalismo Walter Tobagi di Milano, che prevede un corso biennale con un mix di lezioni, laboratori e stage; la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia con corsi biennali focalizzati su giornalismo radiofonico e televisivo; infine la LUISS School of Journalism: programma biennale con forte enfasi sulla pratica e su stage in testate nazionali e internazionali.
Diversi istituti e università offrono, in aggiunta, master e corsi di specializzazione in giornalismo e comunicazione. Questi sono più brevi e focalizzati rispetto ai percorsi universitari tradizionali. Tra i master più noti ci sono quelli della LUISS School of Government e dell’Università IULM di Milano.
Inoltre ci sono piattaforme di e-learning che presentano numerosi corsi di giornalismo, soprattutto per pubblicisti, che possono essere seguiti comodamente da casa. Come ad esempio la piattaforma DiventareGiornalista.it, che mette a disposizione non solo specifici corsi mirati per aspiranti giornalisti, ma anche una collaborazione biennale in regola per scriversi direttamente all’albo al termine del percorso.
Oppure la Business School del Sole 24 Ore che propone corsi di giornalismo e comunicazione, spesso con un focus su specifiche aree come economia e sport.
Discorso diverso vale per chi intraprende un percorso da freelance. Con le numerose testate online, infatti, si è affermata la figura del web journalist, in genere specializzato su un settore in particolare. Le varie collaborazioni possono permettere di raggiungere i requisiti per il tesserino.
Anche gli ordini regionali dei giornalisti organizzano frequentemente corsi e workshop per aspiranti giornalisti pubblicisti. Questi corsi sono spesso gratuiti o a costi ridotti e danno la possibilità di apprendere da professionisti esperti.
Per diventare un professionista dell’informazione è essenziale seguire un buon percorso formativo e acquisire esperienza pratica. Il continuo aggiornamento è fondamentale per rimanere competitivi in un settore in perenne evoluzione, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, in cui bisogna sempre di più fare la differenza.

