Babbo Natale rappresenta un’icona delle festività natalizie in grado di incantare non solo i più piccini, ma anche gli adulti. Secondo un sondaggio condotto da Chris Boyle, professore presso l’università di Exeter, “The Exeter Santa Survey”, il 65% delle persone ha affermato di aver creduto al mito di Babbo Natale durante la propria infanzia. 

Ma cosa rende questa figura così speciale e perché i bambini ci credono cosi tanto?

Babbo Natale: sfatare il mito o lasciare che ci credano?

Jacqueline Wooley, psicologa dell’università del Texas afferma che “quella su Babbo Natale non è proprio una vera bugia, è più una sorta di esortazione a partecipare a una storia di fantasia”. La figura di Babbo Natale è una tradizione che da sempre ha affascinato diverse generazioni. Spesso ci si chiede se sia giusto alimentare questa fantasia o meglio rivelare la verità. Molti esperti concordano sul fatto che credere a queste creature fantastiche, come quella di Babbo Natale ma anche la Befana, la fatina dei denti, il coniglio pasquale, sia una fase normale dello sviluppo cognitivo.

Altri però sollevano invece preoccupazioni su quali possano essere gli effetti di questa ‘bugia’. In un articolo pubblicato sulla rivista Lancet Psychiatry, è stato messo in evidenza come anche una piccola bugia apparentemente innocente, come quella di Babbo Natale, possa minare la loro fiducia nei genitori e lasciarli esposti a una delusione assoluta quando scopriranno la verità e che possa lasciare loro dei traumi emotivi.

Un ponte verso l’immaginazione

Tra i tre e i cinque anni, i bambini tendono a confondere la realtà con la fantasia, anche se sanno che sono due cose diverse. A quell’età predomina il pensiero magico, un tipo di pensiero che non si basa sulla razionalità e che rende più facile per i più piccoli credere a cose fantastiche, come quella di Babbo Natale.I bambini amano fingere e quando lo fanno, stanno esercitando la capacità umana nell’immaginare modi alternativi in cui il mondo potrebbe essere”, a dirlo è Alison Gopnik, professoressa di psicologia presso l’università della California.

La figura di Babbo Natale invita i bambini a esplorare mondi fantastici, ma sviluppa anche la capacità di pensare in modo creativo e a coltivare il sogno di un mondo migliore. Mantenere viva questa piccola bugia bianca serve per rafforzare la speranza e i sogni che i bambini coltivano durante le feste.

La magia del Natale: un’occasione per imparare ad aspettare

Oltre a stimolare l’immaginazione dei bambini, la figura di Babbo Natale serve a far capire al bambino che la vera magia del Natale non è tanto scartare il regalo, ma l’attesa del riceverlo. È propria nell’attesa che si coltivano i valori, come la pazienza e la gratitudine. Questo personaggio fantastico è un modo per insegnargli che ogni cosa ha bisogno del suo tempo e del suo impegno e, che spesso non tutto può essere immediatamente realizzato.

Scrivere la letterina a Babbo Natale diventa un momento significativo, un modo per esprimere ciò che si spera di ricevere, accompagnato dall’emozione dell’attesa e della speranza. Il messaggio che la figura di Babbo Natale vuole trasmettere è che, se ci si impegna, alla fine le cose belle arrivano e il piacere che ne deriva è tanto, come anche la sorpresa.

Proteggere questa fantasia non è solo alimentare un mito, ma è anche dare ai bambini uno strumento potente per sviluppare dei ricordi che rimarranno impressi per sempre nella loro mente.

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Gemma Mastrocicco

Classe 1997, laureata in Informazione, editoria e giornalismo a RomaTre. Scrivo da sempre. Autrice del libro Amami senza mentire. Sostenitrice delle tematiche legate ai movimenti femministi, dell'uguaglianza di genere. Aspirante giornalista, scrivo per Buone notizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista

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