Decidere di intraprendere nuove strade, nella vita privata come nel lavoro, significa trasformare un po’ anche se stessi. Cambiare lavoro è un desiderio di molti, ma pochi riescono a fare il grande passo. Come racconta l’indagine Hopes and Fears Global Workforce di PwC, sebbene solo il 54% dei lavoratori si dichiari soddisfatto del proprio impiego, solo il 22% è disposto a lasciarlo.
Frenati dai possibili scompensi economici, dalla paura di abbandonare le certezze della propria zona comfort o di non essere all’altezza della nuova occupazione, gli italiani sono poco proattivi in termini di avanzamento professionale. Tuttavia, un segreto per superare i timori e affrontare il cambiamento c’è: prepararsi accuratamente. Comprendere le proprie aspirazioni, individuare i propri limiti e capacità, informarsi sulle caratteristiche del futuro impiego e pianificare i primi passi nella futura realtà lavorativa aiutano a fronteggiare il rinnovamento.
Benessere lavorativo: un mix di ingredienti
Secondo i dati raccolti dalla ricerca, a rendere un lavoro interessante è sì la retribuzione adeguata, votata dall’88% del campione esaminato, ma non solo. Per l’81% degli intervistati, operare in un contesto collaborativo, avere opportunità di crescita, sentirsi coinvolti e stimati all’interno dell’azienda sono aspetti essenziali del benessere lavorativo.
Diversamente, vivere conflitti con i colleghi, percepire le mansioni come un’incombenza eccessivamente faticosa, sentirsi sottostimati o sottopagati rispetto al proprio potenziale può causare un malessere tale da ripercuotersi anche nella vita personale. Su questa scorta, sintomi come non riuscire a dormire la notte al pensiero di doversi recare al lavoro, soffrire di ansia, sentirsi stressati e privi di energie indicano la necessità, non più rimandabile, di voltare pagina.
Cambiare lavoro: prepararsi al grande passo
Capire ciò che si sente veramente affine alle proprie aspirazioni e conoscere accuratamente la futura occupazione rappresentano il punto di partenza per superare le paure. Se si desidera intraprendere una libera professione, o dare vita a un’impresa individuale, analizzare i passaggi burocratici da compiere e l’andamento di mercato del settore scelto aiutano a prendere una decisione consapevole, fattore che abbassa il livello di stress.
Se si vuole entrare in una nuova azienda, apprendere i valori che la animano, valutandone la conformità con i propri, informarsi sulle caratteristiche del ruolo che si andrà a ricoprire e conoscere le aspettative dei superiori aumentano il senso di controllo della situazione, diminuendo il carico d’ansia. È utile considerare attentamente le capacità richieste, riflettendo con oggettività sui propri punti di forza e debolezza, cercando strategie per colmare le lacune.
Pianificare il passaggio al nuovo lavoro implica considerare anche l’instabilità finanziaria a cui si potrebbe andare incontro, almeno nei primi tempi. Creare un piano finanziario di transizione e considerare altre fonti di reddito può attenuare il senso di precarietà. Non in ultimo, parlare con le persone vicine dell’intenzione di cambiare occupazione permette di costruire una rete di supporto preziosa per sentirsi sostenuti e sicuri di sé.
Nuovo lavoro: come sopravvivere alla prima settimana
Affrontare i primi giorni con il piede giusto, soprattutto se si lavora insieme ad altre persone, facilita l’adattamento alla nuova realtà. Alcune misure possono rivelarsi preziose:
- presentarsi subito agli altri colleghi: mostrarsi socievoli e studiare come i soggetti collaborano fra loro serve a inserirsi nel team, ponendo le basi per instaurare relazioni positive;
- non avere paura di fare domande: mostrarsi interessati e collaborativi senza strafare viene sempre apprezzato da superiori e colleghi. Nei primissimi giorni può capitare di trovarsi senza incarichi precisi, ma niente panico. È importante non rimanere inattivi, offrendosi di supportare gli altri;
- impostare una routine: stabilire un programma di lavoro realistico con obiettivi da raggiungere quotidianamente consente di adattarsi con più facilità alle nuove mansioni imparando a gestire il tempo;
- fare un’analisi retrospettiva dei primi giorni di lavoro: individuare gli errori commessi senza cadere nell’autocritica eccessiva può favorire un apprendimento costruttivo e un miglioramento continuo.
Cambiare lavoro può diventare un’opportunità
per conoscere meglio sé stessi e il mondo. Come scriveva Sir Winston Churchill “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”.