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Figli adolescenti: un nuovo modo di relazionarsi tra genitori e figli

Comunicare con i figli adolescenti: istruzioni per l'uso. Una giovane ragazza sorridente e seduta a tavola parla con la madre in piedi mentre fanno colazione

Comunicare con i figli adolescenti: istruzioni per l'uso. Una giovane ragazza sorridente e seduta a tavola parla con la madre in piedi mentre fanno colazione.

L’adolescenza è un tempo di trasformazioni, di ricerca della propria identità adulta e di un nuovo modo di interagire con il mondo. Parallelamente, essere genitore di un adolescente vuole dire reinventarsi, abbandonando la simbiosi indispensabile al bambino di ieri per rispondere alle necessità dei figli adolescentidi oggi, desiderosi di privacy, libertà e che spesso si sentono poco compresi da mamma e papà.

A confermare le difficoltà comunicative tra genitori e adolescenti un’indagine condotta nel 2024 da Demopolis, “Adolescenti in Italia: che cosa pensano gli under 18 ”, secondo la quale il 58% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni non si sente capito dai genitori rispetto ai propri problemi, idee e necessità. Tuttavia, secondo lo psicologo Stefano Gastaldi e l’antropologa Paola Di Pietro, autori del libro “L’aggressività degli adolescenti: come comprenderla e affrontarla”, il dialogo tra genitori e figli può diventare costruttivo, a patto di prendendosi cura dei ragazzi in modo diverso rispetto al passato, sostituendo la negoziazione al comando e mostrando loro fiducia.

Adolescenza, il terremoto di diventare grandi

Ogni adolescente, per maturare, deve affrontare trasformazioni psicologiche e fisiche. Il corpo raggiunge la maturità sessuale, il bisogno di autonomia aumenta, così come il desiderio di trovare valori in cui identificarsi. Il ragazzo deve cominciare a responsabilizzarsi e imparare a relazionarsi con il mondo adulto, scoprendo sentimenti nuovi, come l’amore o il senso di perdita.

Nel percorrere questo cammino, il giovane può vivere insicurezze, soffrire di bassa autostima, non sentirsi attraente, percepirsi inferiore ai coetanei e incapace di affrontare i cambiamenti che vive, ma al contempo desiderare mettersi alla prova, facendo nuove esperienze.

Queste incertezze, paure e sentimenti discordanti possono indurre l’adolescente ad assumere atteggiamenti scontrosi verso i genitori, disobbedendo, rispondendo male, esigendo libertà eccessive. In realtà, sottolineano gli autori, entro certi limiti questi comportamenti sono normali, espressione di un disagio fisiologico dovuto alla crescita che cela, in profondità, bisogno di empatia e relazione.

Dare consigli, non comandi

Per dialogare con i figli adolescenti è importante cercare un equilibrio tra aspettative filiali e genitoriali. A tale scopo, come evidenziato nel libro, i capisaldi su cui gli adulti devono basare il rapporto sono compromesso, osservazione, rispetto e confronto.

Dare consigli piuttosto che comandi può essere utile”, scrivono gli specialisti, il che non significa cedere, ma riconoscere al ragazzo la capacità di valutare insieme le soluzioni. Se, per esempio, vuole uscire la sera, meglio accordargli la possibilità di andare, a condizione di tornare in un orario ragionevole.

Come riporta la ricerca, solo il 32% dei ragazzi confida ai genitori i propri timori, mentre appena il 51% racconta come passa il tempo fuori casa. In questi casi, insistere con domande è controproducente. Meglio allentare il controllo e allenare l’osservazione: “Se è sereno, esce con gli amici e a scuola va bene, difficilmente sta facendo cose pericolose, anche se in casa tiene il muso. Preoccupiamoci se è triste, se il rendimento scolastico peggiora drasticamente, se dimagrisce o ingrassa molto, o se non vuole uscire”, casi in cui è meglio ricorrere a un esperto.

Vivere con un “quasi adulto”: l’importanza di privacy e confronto

Il pudore è un sentimento tipico dell’adolescenza, così come il desiderio di godere di spazi propri. Se il giovane tende a nascondere il proprio corpo o appartarsi “rispettiamo la sua privacy, le porte chiuse, chiediamo prima di entrare. Se gli riconosciamo uno spazio personale, lo rassicuriamo sul fatto che lo consideriamo grande”, evidenziano gli autori.

Davanti alle disobbedienze dei figli adolescenti, meglio evitare le punizioni, cercando di capire quello che il ragazzo vuole comunicare con i suoi comportamenti, per trovare le risposte più giuste. “Proviamo a introdurre un cambiamento di tono e atteggiamento: meno ordini e più ragionamenti, il che significa confrontarsi”, favorendo il dialogo reciproco.

Accompagnare i figli nella crescita arricchisce anche i grandi: “I figli ci offrono un’inedita prospettiva per guardare noi stessi e individuare aspetti che non conoscevamo ancora, per rivedere i nostri valori e scoprire che ci sono molti altri modi per realizzarli”. Perché di crescere, non si smette mai.

 

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